Non è certo la sfida interna che permette di innalzare il livello della competitività della Toro Rosso, quella che stanno mettendo in scena Daniil Kvyat e Carlos Sainz. Dopo aver fatto strike in Austria, centrando Alonso in staccata alla prima curva dopo il via e mandando fuori di riflesso anche Verstappen, a Silverstone il russo ha centrato l'altra Toro Rosso alle Becketts. Macchine appaiate sulla Maggots, in pieno, nessuno dei due alza il piede - con la traiettoria interna successiva a favore dello spagnolo -, Kvyat va sullo sporco e allarga oltre il cordolo e nel rientrare in pista manda fuori la numero 55.

I rapporti tra i due sono ai minimi termini, sin dalle qualifiche in Canada è emerso plateale il contrasto, con la polemica della scia offerta sui rettilinei. Da lì, tra problemi tecnici e tanti, troppi incidenti, a rimetterci è stata anzitutto la squadra, che nel Costruttori è 8 lunghezze dietro la Williams, nella rincorsa dell'obiettivo del quinto posto e deve guardarsi da Haas (4 punti dietro) e Renault (7 punti di ritardo) nelle ultime  gare protagoniste di ottimi exploit. «Non ho molto da dire riguardo quello che è successo con Daniil durante il primo giro della gara, le immagini parlano da sole: è però molto frustrante non aver finito un'altra gara. Certo, sono deluso, perché questo non è il modo in cui vorresti andasse, voglio solo pensare che sia una fase di quest'anno: in 20 gare, capita di dover vivere queste situazioni ad un certo punto...». Ha provato a tenere a freno la lingua nelle dichiarazioni ufficiali, Carlos, mentre Kvyat addirittura si sente preso di mira dai commissari

Secondo drive through consecutivo e terza penalizzazione di punti sulla superlicenza in 12 mesi, adesso è a quota 9 sul limite di 12: dovrà starsene tranquillo per un bel po', fino ad Austin, se non vorrà saltare una gara. Concorso di colpe, secondo il russo, quanto accaduto al primo giro: «Un pilota che guarda quanto mi è accaduto sa che non avrai mai la traiettoria perfetta per curva 12 (la Becketts; ndr), quando ti metti in quella posizione sai che la collisione è inevitabile al 90%. Sono in totale disaccordo con la penalizzazione, sì certo sono anch'io responsabile, ma credo entrambi dovremmo sentirci responsabili di quanto accaduto. Quando lui (Sainz; ndr) mi ha spinto fuori pista nelle prime quattro gare nessuno gli ha detto nulla. Sono cose che capitano, sono iniziate nuovamente e credo dovrebbe starsene distante da me al primo giro». Benzina sul fuoco.

Entrambi, tuttavia, dovranno darsi una regolata, perché in Red Bull non impiegherebbero molto a far saltare in macchina Pierre Gasly. Nel week end di Silverstone, oltre ai rumours di un cambio di sedile in corsa di Sainz, su Renault già in Ungheria - voci smentite dall'entourage della casa francese, da Helmut Marko e Franz Tost - si è registrato un cambio di prospettive rispetto a quanto ascoltato in Austria sul futuro.

Verstappen-Vettel, grande show senza colpe

Se a Spielberg i vertici Red Bull Racing avevano scandido chiaramente come ogni decisione su dove correrà Carlos nel 2018 spetti a loro e il prossimo anno sarà ancora la Toro Rosso la scuderia con la quale correrà, Christian Horner a Silverstone ha aggiunto: «Sainz ha un contratto con Red Bull e ci sono ancora due anni da onorare. Lo riteniamo un asset e come tale ha un valore. Quindi, se c'è il desiderio di un altro team di averlo o suo di andare da qualche altra parte, quel che ha un valore ha con se un prezzo. Se qualcuno è pronto a fare un'offerta la valuteremo. Ma dovrà essere importante, perché abbiamo investito su Carlos, non daremo via un "bene" Red Bull».