Un sedile in Toro Rosso anche nel 2018? Sì, grazie. E' immaginabile sarebbe questa la risposta di Daniil Kvyat all'offerta di prolungamento del contratto da parte di Red Bull Racing. In realtà trattasi di esercitare un'opzione sul pilota russo, come fatto su Carlos Sainz, che ha mostrato una certa insofferenza per il "parcheggio" prolungato a Faenza, sfociato nell'uscita polemica di Zeltweg.

Kvyat aspetta un segnale e commenta: «Credo che la fiducia comune stia tornando a un buon livello, perciò non vedo alcun motivo per non collaborare. Ma ho bisogno di una risposta, se quelli sono i suoi piani (Horner ha prospettato una logica prosecuzione del rapporto tra Toro Rosso e Kvyat anche il prossimo anno; ndr) mi serve una risposta il prima possibile, poiché sta arrivando la parte della stagione in cui vuoi conoscere il tuo futuro. Sarebbe fantastico scoprirlo il prima possibile. Non sono un tipo che pone scadenze, la cosa è nelle loro mani quindi perché forzare i tempi? Al tempo stesso sanno anche che prima definisci il tuo futuro meglio puoi concentrarti sul tuo lavoro».

E' reduce da due gran premi conclusi al primo giro per incidente, Kvyat. E il confronto di punti con Carlos Sainz lo vede indietro di 25 lunghezze, nonostante abbia un ritiro in meno del pilota spagnolo. Sarà interessante capire cosa vorrà fare Red Bull con Pierre Gasly, che non prese bene ad Austin, nel 2016, l'annuncio Toro Rosso di conferma di Kvyat. «Sanno tutto di me e abbiamo già discusso in precedenza, tutti sono contenti e io con loro, non vedo ragioni per cui non dovremmo collaborare insieme. Red Bull si è presa cura di me negli ultimi 7 o 8 anni, qualsiasi cosa deciderà il dottor Marko, accetterò la risposta. Non vedo motivi per non restare in famiglia Red Bull, devo avere pazienza e voglio dare il meglio in Toro Rosso, perché credo meritino che io dia di più. Sono parte del progetto e dello sviluppo della macchina, mi piacerebbe scoprire cosa riserva il futuro»

Sainz e Kvyat Tori scatenati