Ventitrè giri messi insieme a Silverstone, altri 119 mercoledì scorso durante i test Pirelli. Chilometri su chilometri per Antonio Giovinazzi al volante della Haas. Sarà il suo "ufficio" nei prossimi sei appuntamenti del mondiale (Singapore esclusa), al venerdì mattina, sulla VF17 di Kevin Magnussen. Terza monoposto 2017 guidata quest'anno, dopo l'impegno con la Sauber in Australia e Cina e la Ferrari SF70H nelle prove infra-campionato in Bahrain. Esperienza sul campo da sommare al simulatore in quella che è diventata una stagione impegnata e ricca di opportunità.

La prossima, scontato dirlo, si attende sia un sedile da titolare nel 2018. E' l'auspicio dei tifosi e del pilota di Martina Franca: «L'obiettivo è esserci il prossimo anno. Al momento mi concentro su quel che sto facendo al momento, i sette turni di FP1. Entrare in Formula 1 è davvero difficile, ci sono solo 20 sedili, non è come il calcio.

Questa è la mia prima stagione in Ferrari e ho fiducia in loro, sanno cosa possono fare per me. Adesso è il momento di concentrarmi su quanto mi hanno dato quest'anno, sette FP1, poi vedremo cosa accadrà il prossimo. Può succedere di tutto e spero di trovare un sedile».

I fronti aperti per capire in quale direzione potrà orientarsi la carriera di Giovinazzi sono molteplici. C'è il doppio rinnovo di contratto in Ferrari da chiudere, Vettel e Raikkonen; in uno scenario di stabilità Rossa andrebbero sondate eventuali opportunità in Haas, che ha un'opzione sul rinnovo di Grosjean, mentre Magnussen avrebbe un accordo biennale. Da seguire anche l'evoluzione della vicenda Sauber-Honda, il team elvetico sarebbe assolutamente il meno accattivante e una trattativa si potrebbe instaurare solo in caso si una fornitura di power unit Ferrari anche il prossimo anno.

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«E' troppo presto, siamo ancora a luglio. A esser sincero non voglio concentrarmi troppo su cosa farò il prossimo anno, forse a settembre vedremo il da farsi».

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