Halo, perché? Tocca alla FIA ricordare le ragioni che hanno portato all'obbligo di un sistema di protezione per la testa nel 2018 e nell'excursus delle varie tappe che dal 2016 a oggi hanno segnato la storia del controverso sistema scelto per l'introduzione il prossimo anno, chiama in causa la spinta della GPDA, l'impegno della Federazione stessa per l'incremento della sicurezza e la riduzione al minimo dei rischi connessi alle corse e, non meno importante, l'impegno preso dallo Strategy Group  già lo scorso anno.

Posta l'assoluta incompatibilità estetica tra l'Halo e monoposto rese accattivanti con gli interventi del regolamento 2017 su aerodinamica e gomme, la FIA porta a supporto della struttura aperta i riscontri dei test di sviluppo, che hanno fatto sì venisse preferito rispetto ai sistemi "trasparenti", l'Aeroscreen Red Bull provato nel GP di Russia lo scorso anno e lo Shield testato nel GP di Silverstone. 

«I test con l'Halo si sono concentrati su tre principali tipologie di rischio: cotatti tra monoposto, contatti tra monoposto e l'ambiente circostante e con oggetti esterni. I test hanno rivelato come nel caso di incidenti tra monoposto l'Halo sia riuscito a sostenere 15 volte il carico statico dell'intera massa dell'auto ed è stato in grado di ridurre significativamente possibili danni. 

Nei test di impatto della macchina con strutture in pista - utilizzando una selezione di precedenti incidenti quale riferimento - è stato dimostrato che l'Halo riesce a prevenire in molti casi il contatto del casco con un un muro o una barriera.

Da ultimo, nel caso di impatti con oggetti esterni, l'Halo si è scoperto riesce con successo a deviare grandi oggetti dall'area del cockpit ed è stato anche dimostrato un aumento del livello netto di protezione da piccoli detriti.

Inoltre, i riscontri delle numerose prove in pista hanno dimostrato che la visibilità non restava sostanzialmente influenzata e non c'erano ostruzioni significative alla visuale, causate dalla struttura centrale. I test in pista hanno anche rivelato che non ci sono problemi legati all'uscita dall'abitacolo e numerose prove di estrazione sono state eseguite con l'Halo in posizione e una procedura rivista, formulata per garantire un'estrazione sicura»

Fin qui i pro del dispositivo che, ricordiamo, è stato al centro di un dibattito sull'introduzione sin dal campionato 2017, prima di giungere a un rinvio al 2018. E la FIA sottolinea il punto, a evidenziare l'ineluttabilità di un passo di tale portata e certamente rivoluzionario per la concezione delle corse in monoposto.

«Nonostante il successo, nel luglio del 2016 lo Strategy Group ha concordato sul rinvio dell'introduzione di un sistema di protezione per il cockpit così da avere più tempo per condurre test in pista con l'Halo ed esplorare soluzioni alternative emergenti. Lo Strategy Group ha riaffermato il proprio impegno all'introduzione di un sistema di protezione dichiarando come fosse stato "unanimemente concordato che la stagione 2018 avrebbe visto l'introduzione di una protezione frontale del cockpit per le monoposto di Formula 1, così da incrementare significativamente la sicurezza dei piloti". Il sistema Halo rappresenta la miglior soluzione oggi esistente ai problemi legati alla protezione frontale del cockpit. Il design conclusivo verrà ulteriormente affinato in vista dell'introduzione nel 2018, in uno sforzo congiunto tra squadre, piloti e FIA»

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