C’è la pratica Hungaroring da sbrigare, due gare ancora nella cavalcata in Formula 2 con il team Prema per allungare su Markelov oltre i 67 punti attuali. Poi, Charles Leclerc si concentrerà sul debutto al volante della Ferrari SF70H nel corso dei test che si disputeranno a Budapest l’1 e 2 agosto. Prima uscita sulla monoposto 2017 per il talento monegasco, entrato a far parte della Ferrari Driver Academy un anno fa. Dodici mesi di apprendistato che sono passati dal respirare l’aria del box nei week end di gara e le sessioni al simulatore.

«Quando vai al box e hai le cuffie puoi sentire Sebastian e Kimi parlare via radio, si tratta di un aiuto enorme. Ascolti come descrivono la monoposto, come interpretano le cose e questo mi aiuta a crescere come pilota e dare dei feedback molto più mirati», spiega ad Autosport. 

Pirelli conclude le indagini sulla gomma di Raikkonen: nessun difetto

Ha il potenziale per effettuare il salto in Formula 1 nel 2018, l’interrogativo è legato alla disponibilità di un sedile. In attesa di scoprire cosa offrirà il futuro, l’esperienza al simulatore Ferrari ha inciso non solo sull’esperienza al volante ma soprattutto nel rapporto con gli ingegneri: «Il simulatore è fantastico, ti aiuta a fare esperienza sulle impressioni da fornire. E’ un simulatore di Formula 1, è difficile confrontarlo alla Formula 2, però mi ha aiutato lavorare accanto a ingegneri straordinari, i migliori al mondo, e comprendere quel che cercano in un pilota e cosa vogliono dalle indicazioni date. Hanno visto tanti piloti in passato e possono dirti quali errori evitare». 

Formazione che si è rivelata utile anche nel rapporto con i propri ingegneri in Prema: «Mi ha aiutato un po’ a esprimere le sensazioni ed essere più preciso. A volte non mi curavo troppo di alcuni dettagli che registravo in macchina ma che sono assolutamente importanti e ho notato come Seb e Kimi li riportassero ogni volta che li sentivano in macchina».