Risultato molto positivo per la Ferrari nelle qualifiche del GP d'Ungheria, non solo per il record battuto nel conquistare la pole position con Sebastian Vettel, ma anche perché entrambe le SF70H sono andate bene, come certifica il secondo posto di Kimi Raikkonen che completa una prima fila tutta rossa. Oltretutto il finlandese avrebbe potuto fare meglio senza un errore alla chicane. Insomma, la Ferrari torna a fare paura, e lo diciamo non tanto per il risultato in sé delle qualifiche, quanto perché sono tornate in auge le voci di presunte irregolarità a livello soprattutto di fondo vettura, come è sempre regolarmente successo quando le rosse danno fastidio. Bene poi che questo risultato premi un lavoro d'equipe in cui va considerato anche Antonio Giovinazzi, volato a Maranello per mettere in pratica al simulatore i riscontri (pur non molto fortunati) di ieri.

Va detto in ogni caso che i giri veloci di Valtteri Bottas e Lewis Hamilton erano certamente perfettibili e il loro distacco (più di 2 e 4 decimi rispettivamente) è abbastanza proporzionato all'entità delle imperfezioni di guida mostrate. Anzi, sembra che dopo l'ennesimo errore in curva 4, Hamilton abbia deciso di "trattenersi" fin troppo per non compromettere pure l'ultimo tentativo rimastogli. Insomma, bene la soddisfazione per la prima fila, ma i ferraristi non debbono fare l'errore di dare già per battute le Mercedes. Anche perché probabilmente già allo scatto in partenza le Frecce d'Argento potrebbero "pungere", domani.

Sempre analizzando il risultato delle qualifiche in ottica di gara, la terza fila delle Red Bull è da considerarsi una buona posizione di partenza. Anche perché la stabilità delle RB13 potrà dare ottime possibilità fin dai primi giri a gomme fredde sia a Max Verstappen sia a Daniel Ricciardo, oltre a dare una miglior gestione delle gomme sulla distanza. Inoltre il fatto che i due siano staccati tra loro di soli 21 ms può far pensare a una lotta diretta infuocata pure tra di loro, se non con chi li precede al via.

Per quanto riguarda gli inseguitori, la buona giornata della Renault non si concretizzerà purtroppo più di tanto sullo schieramento: il 7° tempo di Nico Hulkenberg non è tanto meno stupendo di quello da pole di Vettel (soli 1"2 di divario) ma purtroppo sul tedesco pesava già la penalità di 5 posizioni in griglia per via della sostituzione del cambio dal venerdì. Mentre Jolyon Palmer per una volta è stato assecondato dalla macchina e ha mancato per poco la top ten, nella quale peraltro rientra in fase di schieramento proprio grazie all'arretramento del compagno in giallo.

Così è un altro team a premiare con l'intera quarta fila la buona prestazione messa finora in mostra a Budapest: parliamo ovviamente della McLaren. Sempre efficace nei momenti che contano (e quando può far valere la sua guida) Fernando Alonso, ma anche Stoffel Vandoorne sta dimostrando di che pasta è fatto e che gli manca solo un po' più di esperienza. Sempre a ridosso del compagno spagnolo per meno di 1 decimo, il belga ha reso meno solo sotto la pressione delle Q3, dove ha pagato un distacco maggiore pure restando appena dietro.

Risultato agrodolce invece per la Toro Rosso: bene il 10° tempo e relativa nona posizione di partenza per Carlos Sainz - che peraltro tutte le volte viene messo ad affrontare le Q3 pensando solo a risparmiare gomme - mentre per Daniil Kvyat più ancora del 13° tempo pesa la sanzione di 3 posizioni dovuta a un'ostruzione a Lance Stroll in Q1, dopo un testacoda. Va detto che il russo era stato avvertito tardi dal team dell'arrivo del canadese, ma ora assomma un altro punto licenza che porta a 10 (su un massimo di 12) il suo ruolino; e per tre mesi non riuscirà a scalare punti, per cui lo aspetta un periodo difficile.

Molto sotto le aspettative le Force India, le Haas e le Williams, con la Sauber ancor più indietro ma non è certo una novità. Ma se per le prime due squadre pare una sorta di incompatibilità con il tracciato, e quindi c'è poco da sperare in gara, per la Williams c'è stato lo scotto pagato all'indisposizione di Felipe Massa, sostituito giusto prima delle qualifiche da Paul Di Resta. Quella del pilota britannico è stata un'esperienza davvero ardua, ma se l'è cavata bene senza errori e senza essere nemmeno lentissimo: non è ultimo grazie al 19° tempo a 3"6 dal vertice e a 0"766 da Stroll. Lo attende comunque una prova difficile in gara, rientrando in F1 dopo aver corso l'ultimo GP nel 2013.

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