Era parecchio arrabbiato, per usare un eufemismo, Daniel Ricciardo dopo essersi ritrovato con un radiatore a pezzi e la macchina parcheggiata su curva 3. Ritiro dopo la partenza. «Qualcuno mi ha colpito. Non ditemi che è chi penso sia», le primissime parole via radio. «Sì, Daniel» la conferma dal muretto. E giù con le imprecazioni. A caldo ha bollato la manovra di Max Verstappen come quella «di un giovane», di come nei briefing prima della gara ci sia libertà di attacco ma prestando attenzione a non combinare guai. Ha provato a resistere all'interno dopo aver perso la posizione in trazione fuori da curva 1, finito largo nel tentativo di assaltare la terza piazza e, soprattutto, per l'astuzia di Raikkonen nel coprire le spalle a Vettel. Nel duello con Ricciardo ha peccato di presunzione Max. Penalizzato, 10" scontati al pit-stop.

Quanto hanno inciso realmente nell'economia della corsa? Verstappen è rientrato al box dopo 42 giri, stint lunghissimo sulla supersoft e in pista è tornato alle spalle di Hamilton con 17"6 da recuperare. Anche "ripuliti" dei 10" di penalità non sarebbe cambiata la posizione, forse avrebbe assunto un'altra piega il gioco strategico Mercedes, con la Red Bull più vicina.

Sbollita la rabbia per quanto accaduto domenica, Ricciardo su Twitter ha commentato, lunedì: «E' stata dura accettare quanto successo ieri. Ti prepari per tutto il giorno a quel paio d'ore di corsa e poi sfumano in quel modo. Max si è scusato dopo la gara, abbiamo parlato a tu per tu, lontani dai media e dagli altri. La situazione è stata gestita nel modo giusto per andare avanti. Il semaforo si spegnerà di nuovo tra quattro settimane».

Episodio da dimenticare, anche se Christian Horner ritiene sia stata eccessiva la penalità inflitta dai commissari a Verstappen. «Non vuoi mai assistere a due compagni di squadra che entrano in contatto e con il risultato visto. Max è andato troppo a fondo in curva 2, ha commesso un errore e bloccato la ruota: se non ci fosse stato Daniel lì, dubito avrebbe chiuso la curva. Max è al limite e ha sbagliato, un errore costoso per lui, il team e Daniel. Avrebbe dovuto condere la posizione in curva 2, ha provato a riprendersela ed è andato lungo. Siamo stati senza dubbio fortunati ad andare bene per 12 mesi con loro due spesso affiancati in partenza e senza alcun contatto.

I commissari credo siano stati forse un po' zelanti se pensiamo alla manovra di Bottas a Barcellona. Abbiamo discusso di incidenti di gara che possono accadere e questo lo vedo come un incidente di gara». L'Hungaroring doveva essere terreno di gran caccia per Red Bull, invece, il bottino complessivo è di appena 10 punti. 

L'editoriale: Il Grande Sogno può continuare

Riconosce l'errore e prova a intravedere gli aspetti positivi del passo espresso in gara, Verstappen: «Non è mai mia intenzione andare addosso a nessuno, specialmente quando si tratta del tuo compagno di squadra e soprattutto con il rapporto che ho con Daniel. E' molto buono e riusciamo sempre a farci una risata. Non è bello quanto accaduto e gli chiedo scusa, a lui e al team, perché avremmo potuto ottenere punti buoni. Gli parlerò in privato e risolveremo la faccenda. 

E' stata una domenica positiva in termini di velocità, non è bello quanto accaduto a inizio gara, perlomeno la macchina sta progredendo».