Nel 2016 Haas ha raccolto 29 punti, chiudendo la stagione al 9° posto della classifica costruttori. Il merito è stato di Romain Grosjean, a punti in cinque gran premi con un 5° posto come miglior piazzamento in Bahrain. 

Al giro di boa stagionale 2017, Haas si ritrova con 29 punti in carniere, 18 conquistati dal francese, 11 da Magnussen, già ben più prolifico di Gutierrez. L’obiettivo della scuderia statunitense è raddoppiare il bottino, chiudendo il campionato a quota 60. Grosjean ci crede: “E’ fattibile, siamo più forti dello scorso anno. Il nostro sviluppo è già focalizzato in ottica 2018 ma possiamo spingere al massimo l’attuale macchina. Inoltre stiamo facendo le giuste scelte in ambito strategico quindi le probabilità di accumulare altri 29 punti sono alte”. 

Quest’anno Grosjean non deve tirare la carretta da solo e Magnussen al momento è andato a punti tre volte, con un 7° posto a Baku come miglior piazzamento: “Kevin è un buon compagno di squadra e sta facendo un gran lavoro. Ci spingiamo l’un altro e penso che questa sia la chiave, perché se un team ha un pilota giù di forma anche l’altro tende a rilassarsi”.

I due sembrano aver creato un bel rapporto di collaborazione, a differenza di quanto accade ad esempio in Toro Rosso o in Force India: “Forse è una questione di intelligenza. E’ vero ognuno corre per sé stesso, ma anche per il team e per tutte le persone che lavorano per mettere la macchina in griglia”. Non abbiamo numeri 1 o numeri 2, all’interno del team non ci sono politiche di questo tipo: stessi materiali, stesse chance”.

Gene Haas ha già confermato i due piloti anche per la prossima stagione, tuttavia Romain non nasconde la comprensibile aspirazione a un futuro in un top team: "La riconferma non è stata una gran sopresa per me. La considero una normale continuazione. Il team sta lavorando bene e voglio aiutarlo a crescere. Naturalmente se un domani ci fosse la possibilità di lottare per il titolo, con le stelle allineate nel modo giusto e la macchina giusta…”

Nel 2013 con Lotus, Grosjean era salito sul podio per ben sei volte, conquistando 132 punti e chiudendo la stagione al 7° posto. Il pilota conta ma la macchina conta ancora di più. E Romain lo dice senza troppi giri di parole: Prendete Valtteri (Bottas, Ndr) e com’è cambiato il suo destino dal 1° al 7 dicembre dello scorso anno. Cose come questa succedono. La vita può essere piena di sorprese. Voglio diventare campione del mondo, è per questo che corro. E per questo sono frustrato. Se non posso lottare al vertice divento frustrato, perché amo vincere. La mia ultima vittoria risale al 2011 (anno del titolo in GP2, Ndr): fa veramente male. Ma fino ad oggi non ho mai avuto la macchina giusta per vincere”.