I giovani leoni sono irrequieti. Carlos Sainz freme per avere un’occasione in Red Bull, Romain Grosjean ambisce a un sedile importante per dimostrare quanto vale. Esteban Ocon sgomita per mettersi in luce. Ci sta riuscendo: alla sua prima stagione in Force India ha già conquistato 45 punti in 11 gran premi, tagliando il traguardo fuori dalla top ten solo a Montecarlo. E facendo parlare di sé anche per i duelli in pista col compagno di squadra Sergio Perez.

Ocon non è un figlio di papà. “Se non fosse per Toto Wolff lavorerei in un fast food” ha dichiarato il francese, figlio di un meccanico arrivato in Formula 1 grazie alle vittorie in nelle categorie minori, al programma Mercedes Junior e ai problemi finanziari di Haryanto, che lo scorso anno gli ha ceduto giocoforza il sedile in Manor. Alla vigilia dell'esordio aveva ringraziato Max Verstappen per i consigli, precisando però di averlo già battuto in pista

Nel 2014 il pilota era stato ospitato a Fiorano per un test sulla F10 e il rosso Ferrari gli è rimasto nel cuore. Che ricorda ancora come un sogno. “Un giorno voglio guidare quella macchina” ha dichiarato.  Il talento non gli manca ma deve maturare: la rissa con Perez messa in scena a Baku ha annullato le chance di Force India di conquistare il primo podio stagionale. “Non sarebbe dovuto accadere e ci è stato detto di stare più attenti in futuro. Non è stata tutta colpa mia né tutta colpa sua. Fine della storia”. 

Giovane, affamato, ambizioso e senza timori reverenziali: “Ho lavorato duramente. Ho molta meno esperienza di Sergio (Perez, Ndr) quindi ho dovuto lavorare su molti dettagli. Prima e dopo ogni gara mi metto al simulatore e penso che faccia una bella differenza”. 

Tanto lavoro ma anche tanta grinta: “So bene da dove provengo e conosco tutti i sacrifici che hanno fatto i miei genitori. Probabilmente in questo sono simile a Lewis. Lewis è ovviamente Hamilton, uno dei riferimenti di Ocon. Anche se il mito rimane Schumacher. Ho subito una pressione enorme fin dall’infanzia – confessa il pilota -. Non ero un ragazzino normale e non ho avuto un’adolescenza come tutti gli altri. La gente potrebbe pensare che queste cose fortifichino. Sono stati tempi duri e ora è arrivato il tempo di divertirmi".