Helmut Marko è l’eminenza grigia Red Bull. L’austriaco fa parte del team fin dall’inizio e col suo fiuto di ex pilota ha scoperto e allevato tanto Sebastian Vettel quanto Daniel Ricciardo e Max Verstappen. Con Seb ha vinto quattro titoli mondiali e Marko conosce il pilota meglio di chiunque altro nel paddock. Ferrarista da ormai tre stagioni, Vettel sta lottando per il titolo e il suo ex mentore crede in lui: Penso che ce la farà, perché conosco la sua forza mentale e inoltre Ferrari ha alzato la posta in gioco. Silverstone direi che è stata un’eccezione. Ferrari è stata chiaramente la macchina più forte nella prima metà di stagione e solo a causa di varie circostanze non sono riusciti a mettere in pratica tutte le loro potenzialità”.

Per quanto riguarda la stagione del suo team, Marko non crea troppe aspettative: il terzo posto nella classifica costruttorinon è abbastanza per Red Bull ma è la posizione migliore cui possiamo ambire con questo motore. Tuttavia comparando i risultati ottenuti dai due piloti è evidente che gran parte dei 184 punti messi in carniere finora dal team sono gran parte merito di Ricciardo, quarto nella classifica piloti. Situazione sbilanciata così come nel team Toro Rosso, dove Carlos Sainz Jr ha conquistato 35 dei 39 punti della squadra di Faenza. Il figlio dell’ex campione di rally ha più volte ribadito di meritare un posto in prima squadra o in un top team. Lo spagnolo è legato con Toro Rosso anche per il 2018 e Marko bolla come “rumors estivi” anche i possibili movimenti di Sainz verso Renault per sostituire il pericolante Palmer. 

Sainz è il secondo “figlio di papà” dell’universo Red Bull. Il primo è ovviamente Verstappen, figlio di Jos. Ma padri dai cognomi così importanti non sembrano rappresentare un problema: “I piloti hanno un contratto con noi. Quando parliamo con loro diciamo ai padri che parliamo con i nostri dipendenti”.

Marko è noto per avere un carattere spigoloso, al pari del connazionale ed ex collega Lauda. E proprio come Niki anche Helmut ha subito un grave incidente. Nel 1972, reduce dalla vittoria alla 24 Ore di Le Mans con Porsche, Marko corre con Brm la sua seconda stagione di Formula 1. Al GP di Francia viene colpito al casco da un sasso, sparato dalla monoposto di Fittipaldi; la visiera non regge e Marko perde l'occhio sinistri. Nonostante ciò non ha mai celato il proprio scetticismo nei confronti dell’halo: “E’ raro che qualcosa vada talmente storto da ferire un pilota. E il rischio fa parte del Dna della Formula 1”.