Ha mandato la Formula 1 in vacanza ritagliandosi il proprio spazio in Ungheria. Sesto al traguardo, miglior risultato stagionale per la McLaren, e “quarto” speciale nella cerimonia del podio, sempre abile a cogliere il momento per regalare momenti extra-sportivi carichi di spettacolarità.

Sarà un ripartire verosimilmente molto più difficile di quanto non sia stato il buon week end magiaro per Fernando Alonso, Spa-Francorchamps ha caratteristiche e richieste sulla monoposto diversissime dall’Hungaroring e l’incidenza del fattore motore sui 7 chilometri tra le Ardenne sarà marcata.

Migliori chance, in prospettiva, guardando a Singapore, sul week end alle porte, Fernando commenta: «Con il procedere della stagione diventiamo sempre più forti, spero che la seconda metà dell’anno porti più arrivi a punti. La gara in Belgio sarà una sfida difficile per l’intero team – gli ingegneri e i meccanici – poiché sei per quasi tre quarti del giro in pieno sul gas e ciò ne fa una pista dura sia per la macchina che per il pilota.Sappiamo dovremo lavorare molto per ottenere un risultato, il giro è lungo e ci sono tante opportunità di sorpasso, continueremo a spingere per estrarre tutto il possibile dal week end».

Da La Source a Les Combes in pieno, l’intero terzo settore idem, senza dimenticare il segmento di Pouhon. Power unit da spremere al massimo. Il simbolo di tutto un tracciato: l’Eau Rouge. «Spa è incredibile, per molti piloti è una delle piste preferite. Merita assolutamente la reputazione leggendaria che ha. La sensazione che provi all’Eau Rouge è diversa da qualsiasi altra curva in calendario. In macchina sei seduto così in basso e la pendenza è tale che quando vai su vedi solo il cielo, qualcosa di surreale», continua Alonso.

Break estivo per ricaricare le batterie, un “ERS personale” fatto di tempo trascorso con i propri cari, senza tralasciare la forma fisica: «Amo la prima gara dopo la sosta estiva! E’ fantastico tornare riposati, rilassati e ricaricati, pronti per affrontare la seconda metà della stagione. Ho trascorso del tempo con la famiglia e gli amici, ho lavorato duramente sull’allenamento e adesso non vedo l’ora di tornare in macchina».

Impaziente di guidare è anche Stoffel Vandoorne. Spa-Francorchamps significa per la McLaren la prima vittoria in Formula 1 nel 1968 e sarà anche la prima di Stoffel su una Formula 1 in patria: «Ho atteso così a lungo di correre il mio primo Gran Premio del Belgio da pilota di Formula 1, è emozionante per qualsiasi pilota correre il gran premio di casa, si tratta sempre di un week end speciale».

Honda, "no" dalla Toro Rosso

Le difficoltà tecniche del progetto McLaren-Honda hanno contribuito a una prima parte di campionato problematica per Vandoorne, messosi in mostra nelle ultime apparizioni, a ridosso della zona punti tra Baku e Silverstone, primi dell’anno arrivati a Budapest. «Dopo un’impegnativa prima metà di campionato aspetti sempre di poter andare in vacanza, ma dopo pochi giorni volevo già tornare in macchina! E’ un bene poter staccare un po’, riflettere su quando accaduto negli ultimi mesi, analizzare le cose positive e quelle negative, allenarsi a fondo e tornare ancor più forti a Spa per la seconda metà della stagione. L’avvio è stato senza dubbio una sfida, non solo per me ma per l’intera squadra. Abbiamo sofferto alcuni problemi che hanno ostacolato la nostra corsa e credo che per quanto mi riguarda ci sia voluto un po’ di tempo, a causa di questi problemi, per capire davvero cosa mi servisse dalla macchina. Recentemente abbiamo visto i risultati del duro lavoro svolto prodotto con gli ingegneri e il team in fabbrica. Ogni cosa sulla quale abbiamo lavorato si è dimostrata un buon passo in avanti».

L'editoriale: Ogni GP come una finale