Presentatosi alla conferenza stampa dei piloti del giovedì a Spa con uno sfolgorante berretto arancione, a Max Verstappen è stata subito riportata alla memoria l'infelice partenza dello scorso anno, quando non concretizzò la prima fila al via perché venne preso a sandwich tra Raikkonen e Vettel da una parte, e il muretto della Source dall'altra. La questione è comunque soft ma non per questo meno provocatoria: essendo partito in prima fila l'anno scorso, risulterebbe piuttosto sorprendente che sia stata l'unica volta negli ultimi 12 mesi ad esserci riuscito, e ci si aspetta quindi che lo faccia di nuovo…

«Non so - risponde Verstappen, che si chiede anche - Sono mai stato nemmeno in seconda fila, quest'anno? Non mi ricordo neanch'io… Credo che sarà più difficile questa volta, ma non si può mai sapere. In generale sappiamo che la Red Bull va piuttosto bene su questa pista. Ma dovremo aspettare, prima di poterlo vedere. Sarà però sicuramente un weekend speciale per me, con tutti i miei tifosi lungo la pista, e quindi non vedo l'ora». È per questo che indossi un cappello arancione? «Sì, certo». Ricordiamo che infatti questo è il colore simbolo olandese.

Considerando che ci si aspettano all'incirca 80mila tifosi per lui, questo darà ulteriore pressione? «Beh, sì, credo che però sia una pressione positiva. Perché è sempre bello vedere così tanti tifosi attorno alla pista. Quando esultano alla fine del tuo giro in qualifica, come hanno fatto l'anno scorso, capisci che hai fatto un bel giro. Quindi da un lato questo ti porta più pressione, però tu devi essere in grado di tradurlo in qualcosa di positivo».

Come scelta di gomme siete stati molto poco conservativi, optando per 9 set di ultrasoft. Pensi sia la scelta giusta? «Ve lo saprò dire dopodomani…», risponde un po' beffardamente Max. Qualcosa di più? «Non so proprio: dobbiamo prima andare in pista e vedere come si comporteranno le diverse mescole. Capiremo il degrado, dopo di che appronteremo il lavoro per il weekend». Comunque si può dire che sia stata una scelta molto aggressiva«Sì, pare proprio di sì».

Si chiede quindi quali siano secondo lui i punti più difficili e quelli più belli di una pista iconica come Spa. «Quello più difficile… - risponde Verstappen pensandoci un attimo - credo che cambi ogni anno. Dipende molto dal bilanciamento della macchina. A me piace molto il secondo settore, con tante curve veloci consecutive. Quello è sicuramente il tratto più bello e con le curve più belle. Anche l'Eau Rouge è molto bella, ha un bello scenario, ma adesso la si fa in pieno. Quindi per me quello più difficile è il secondo settore, ma ripeto che dipende anche da come ti ritrovi bilanciata la macchina».

Si passa quindi a parlare della nuova versione di power unit Renault e se pensa possa rendere possibile un avvicinamento, se non un sorpasso, a Mercedes e Ferrari da parte di Red Bull, visto che solitamente la sua macchina si comporta bene sulle Ardenne. «Onestamente credo che si tratti di un aggiornamento minore, qualcosa sull'erogazione, quindi non mi aspetto che ci sia un miracolo. È una questione di mappature e controlli, ma non dovrebbero aver ottenuto più cavalli».

Come sono state passate queste 4 settimane di pausa? «Ho avuto 11 giorni di riposo "reali", anche se pure in vacanza si fa sempre qualche tipo di allenamento per mantenersi in forma. Poi da quel momento in avanti si torna a fare le cose normali».

Infine, dopo l'incidente con Ricciardo al primo giro in Ungheria, si sono parlati? «Ma certo, abbiamo parlato subito dopo la gara. Abbiamo chiarito i rispettivi punti di vista e condiviso le nostre opinioni, poi siamo andati in vacanza e ho rivisto Daniel solo oggi. Ma alla fine siamo dei piloti che gareggiano in pista, non stiamo lottando per il campionato del mondo, sennò la situazione sarebbe diversa. Quindi continuiamo e cercheremo di andare a punti entrambi».