Se necessario, arriveranno ordini di scuderia. In casa Force India, dopo l'ennesimo, duplice, scontro in pista tra Esteban Ocon e Sergio Perez, decidono di dire basta a una condotta che ha già compromesso in due occasioni il lavoro del team. Liberi di correre, nonostante quanto accadde a Baku. All'indomani dello scontro azero il team di Vijay Mallya confermò la possibilità per entrambi i piloti di battagliare in pista. Con i fatti di Spa-Francorchamps ancora caldi, Otmar Szafnauer, direttore operativo Force India, ha spiegato: «In futuro non avranno mai più l'opportunità di correre l'uno contro l'altro. Li abbiamo lasciati correre finora e se non sapranno farlo in un modo che sia positivo per il team, allora non correranno più. 

Non sarebbero dovuti entrare in contatto. Gli abbiamo dato la libertà di gareggiare e ho sempre sostenuto questa posizione, ma li avevamo avvisati che se fosse capitato di nuovo un incidente in stile Baku, avremmo dato degli ordini dal muretto in futuro»

In due occasioni, nel Gran Premio del Belgio, Ocon e Perez hanno visto le proprie traiettorie collidere. In partenza, quando in discesa verso l'Eau Rouge il messicano si è spostato verso destra, mentre era in lotta con Hulkenberg, portando contro il muro Ocon. Al giro 28, poi, sempre nello stesso punto, dopo la sosta ai box (nella quale Perez ha scontato 5" di penalità inflitti per il sorpasso su Grosjean a Les Combes completato superando i limiti della pista a Les Combes). Lo spazio immediatamente in uscita da La Source va a restringersi in discesa e il contatto tra l'ala anteriore della macchina di Ocon e la gomma posteriore destra di Perez è stato inevitabile. Ritirato il messicano, solo nono il francese al traguardo.

Arrabbiatura della squadra a parte, sono stati i commenti di Ocon su Twitter ad alimentare la polemica. «Oggi in modalità limitazione danni, stavamo correndo una buona gara finché Perez non ha provato ad ammazzarmi per 2 volte! A ogni modo non c'è riuscito, così ho chiuso nono», il tweet di Ocon. La replica di Perez ha seguito una linea dei toni morbidi: «Sono molto dispiaciuto di leggere i suoi commenti dove dice che lo volevo uccidere. Non sono quel tipo di persona, non farò nessun commento stupido. Voglio solo raccontare la verità e andare avanti».

Pur avendo ammesso la responsabilità per la manovra in partenza, impegnato in lotta con Hulkenberg, Perez sull'episodio che ne ha causato il ritiro ha precisato: «Credo che Esteban sia stato troppo ottimista. Non c'era necessità di entrare in contatto lì e non c'era spazio per due macchine. Aveva l'intero rettilineo per fare la manovra.

Mi scuso per l'incidente in partenza, un errore tutto mio. Non ho selezionato la modalità partenza e sono rimasto a corto di potenza giù verso la salita. Ero in lotta con Nico e credevo d'aver un buon margine su tutti gli altri.  Mi sono spostato sulla destra senza controllare gli specchietti e non ho visto Esteban».

La coda delle dichiarazioni registra un altro tweet di Ocon, lunedì, su posizioni più miti rispetto al post-gara: «Sono impegnato per contribuire al successo della Force India e ho fiducia nel fatto che, come team, ci metteremo tutto ciò alle spalle per raggiungere insieme livelli ancora più alti di successo. Ci aspetta una grande sfida nel mantenere il quarto posto, niente ci distrarrà dall'obiettivo. Nella foga del momento e vista la situazione pericolosa, ero molto arrabbiato. Ma andremo avanti, siamo una squadra e apprezzo molto le scuse del mio compagno».

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Buone intenzioni alle quali dovranno seguire i fatti. Una rivalità accesa che ha regalato tensione e azione, bene per il pubblico, non certo per la scuderia. E, ancora Szafnauer, non ha escluso estreme conseguenze se i due non righeranno dritto, arrivando a considerare anche la possibilità di un appiedamento temporaneo. Prospettiva limite, ovvio. Intanto, Monza è alle porte e sul tavolo delle riunioni con i piloti arriveranno nuove istruzioni su come agire per il bene del team, prima delle ambizioni personali. 

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