"Ho invitato il presidente Gentiloni per l'anno prossimo, magari sentiremo l'inno nazionale italiano". Il dolente commento del presidente Ferrari Sergio Marchionne (nell'immagine assieme a Piero Ferrari e Kimi Raikkonen dopo le qualifiche) è comprensibile. Essere stracciati in casa, perdendo la leadership in classifica piloti quando per di più si ha il Presidente del Consiglio ospite nei propri box, non è certo un pomeriggio ideale. 

Prima della gara Marchionne aveva così commentato il sabato nero delle Rosse: "Ieri in qualifica ci siamo fatti trovare impreparati, ma non confondiamo ciò che è successo in un giro con il lavoro fatto fin qui da mille persone. Lasciamo i nostri piloti fare il loro lavoro, si sono messi d'accordo, c'è una strategia congiunta”.

La strategia congiunta ha portato Vettel a limitare i danni in classifica piloti, con Raikkonen desaparecido dopo la fiammata iniziale. Il dominio Mercedes è stato netto, un brutto flashback della scorsa stagione: "Abbiamo sofferto, la macchina dal Belgio a qui non è migliorata. C'è qualcosa che abbiamo fatto per quanto riguarda l'assetto della vettura che non ha funzionato - ha commentato Marchionne all’Ansa, affiancato dal team principal Maurizio Arrivabene e del direttore Tecnico Mattia Binotto -. Le prove saltate ieri mattina e la mancanza delle qualifiche hanno impattato, oggi la Mercedes era superiore alla Ferrari, non potevamo fare niente. Abbiamo fatto il meglio possibile. Ce la vedremo a Singapore". 

Singapore pista amica delle Rosse e di Vettel "ma c'è un problema di base che bisogna risolvere perché oggi era quasi imbarazzante vedere la differenza tra Ferrari e Mercedes. Il weekend scorso era diverso, qualcosa abbiamo sbagliato ma non so cosa, bisogna capirlo". 

La differenza di passo tra le Mercedes e le Ferrari è stata lampante fin dall’ottavo giro, quando Vettel, divincolatosi da Ocon, invece di recuperare terreno è inesorabilmente scivolato sempre più indietro: “La macchina non ce l'ha fatta, si vedeva, ci prendevano quasi un secondo al giro, impossibile. Questa non è la Ferrari, bisogna raddoppiare l'impegno. Va bene che i prossimi circuiti sono più favorevoli, ma non significa un tubo. Bisogna togliere il sorriso dalla faccia di questi qui (stessa minaccia rivolta da Hamilton alla Ferrari prima del fine settimana brianzolo, Ndr), mi stan girando le balle".

L’eloquente iperbole anatomica ci sta tutta. Tuttavia "non cambia l'obiettivo per il mondiale piloti e per quello costruttori".