Talmente colmo della spumeggiante euforia rossa, Sebastian Vettel sul podio dava l'illusione di essere lui il vincitore del GP d'Italia. E in un certo senso l’aver tamponato la falla con il terzo posto dà diritto al pilota Ferrari di tirare un (mezzo) sospiro di sollievo. Dopo il sabato nero di Monza foschi presagi s’addensavano sulla gara: partendo dalla sesta posizione il podio era il risultato massimo auspicabile e così è andata. 

A Marchionne “girano le balle”, Hamilton sbandiera la superiorità Mercedes, Vettel invita alla calma. Non è finita. Ed è inutile crocifiggersi, a Monza non poteva fare di più. Mentre Hamilton scattava dalla pole, Seb  in sesta posizione attendeva che si esaurisse il duello tra Raikkonen e Bottas: "E' stata una giornata difficile, con una partenza difficile, perché all'inizio non sono riuscito a tendere il passo di Kimi e Valtteri, quindi ho dovuto aspettare un po' per progredire e poi ho fatto una gara un po' isolata”.

Archiviata la pratica Stroll alla Ascari durante il 5° giro, Vettel ha poi infilato Ocon trovandosi terzo all’8°. Non avendo il passo per andare a prendere le Mercedes, che gli rifilavano decimi su decimi a ogni tornata, il tedesco ha corso in solitaria per 30 giri. Fino a quando non ha iniziato a palesarsi l’inquitante ombra dello scatenato Ricciardo, sempre più vicino anche grazie al vantaggio della mescola supersoft. La bandiera scacchi ha messo fine alle ostilità e sul podio Vettel ha arringato l’armata rossa in italiano: “Siete il migliore pubblico del mondo anche se questa gara è stata difficile lo so che arriviamo. Arriviamo! Forza Ferrari!”

Sulla gara il tedesco non ha molto da analizzare. Alla sua SF70H mancava il passo e negli ultimi giri ho faticato anche perché ho fatto un'uscita di pista alla curva 1. Deve essersi rotto qualcosa perché lo sterzo tirava leggermente a sinistra, quindi non avevo una fiducia totale, soprattutto in frenata. Questa è una pista su cui la frenata è fondamentale, quindi ho cercato di gestire un po' il ritmo”.

Il bilancio complessivo non può essere positivo: “Questo weekend non è stato il migliore, abbiamo però limitato i danni a livello ottimale. Ci sono molte cose da guardare con ottimismo, a partire dal modo in cui affrontiamo i problemi: sono molto felice e pieno di speranza per le gare a venire. Credo che domani andremo tutti a lavorare pieni di gioia. Avrei voluto avere tutto il team e la gente in fabbrica sul podio con me”. 

Ora testa e cuore già rivolti a Singapore, dove Vettel ha colto quattro successi in carriera, di cui uno con la Scuderia nel 2015 (anno della celebre esibizione canora via radio sulle note di Toto Cotugno). E a Marina Bay ritrovare la vittoria sarà fondamentale. Così come avere un compagno di squadra capace di tenere Hamilton a distanza