La domenica di Fernando Alonso a Monza non era iniziata nel migliore dei modi vista la rottura dell'auto storica sulla quale avrebbe dovuto girare nella parata dei piloti. Tre ore dopo il suo Gran Premio d'Italia si è concluso con un ritiro, causa problemi al cambio che ne hanno condizionato l'intera gara, rallentandolo di 1"5 al giro, ha rivelato Fernando. Non è andata meglio a Stoffel Vandoorne, sebbene sia stato in grado di navigare in zone un po' più alte della classifica. Calo di potenza al motore Honda, secondo Boullier il ripetersi del guasto avuto in qualifica, nello specifico alla MGU-K, con la necessità di sostituire l'ennesima power unit. 

In un quadro sportivo desolante, pur con le prevedibili difficoltà su un tracciato come Monza, a tenere banco è stato il tema di quale motorizzazione avrà McLaren nel 2018. Zak Brown ha escluso la linearità dell'equazione McLaren ancora con Honda uguale addio di Alonso. Di fatto è uno scenario possibile. Si lavora per sciogliersi il sodalizio anglo-nipponico per siglare un accordo con Renault. Il motorista francese non ha intenzione di espandere a quattro le scuderie supportate nel 2018, pertanto l'unica strada percorribile perché si arrivi a una McLaren-Renault il prossimo anno è la definizione di un accordo Toro Rosso-Honda. Significherebbe la permanenza di Honda in Formula 1, obiettivo inseguito dalla FIA e da Liberty Media, al lavoro in tal senso. 

Indiscrezioni confermate da Zak Brown dicono di colloqui importanti nel corso di questa settimana. A Monza era presente anche il responsabile di Honda Motorsport, Yamamoto, e secondo alcuni rumours non sarebbe distante l'annuncio della collaborazione McLaren-Renault. «Abbiamo bisogno di essere più competitivi, questo fine settimana ha mostrato che non stiamo compiendo alcun progresso significativo», ha dichiarato Brown a Sky Sports, per aggiungere, sulle trattative legate alla motorizzazione 2018: «Non abbiamo l'allineamento tra tutte le parti. Vogliamo essere sicuri che tutto venga gestito bene con Honda e che restino in Formula 1, che sia con noi o con un altro team. I motoristi non sono preparati in questa fase per squadre aggiuntive, tutti stanno provando a lavorare insieme e anticipiamo delle decisioni in questa settimana. Quando cadrà la prima tessera del dominio tutto il resto andrà al suo posto».

E "il resto" è soprattutto un nuovo accordo con Fernando Alonso. Ottenere la fornitura Renault nel 2018 darebbe altre speranze per risalire la china. «E' una settimana importante per McLaren che dovrà prendere delle decisioni. Speriamo di sapere tutti qualcosa prima di Singapore e commentarla lì. Ci sono sempre notizie importanti. Quella dei regolamenti LMP1 di ieri (sabato; ndr) è importante. La notizia della nuova aerodinamica IndyCar è importante. Andretti che prosegue con Honda è imporante. Ed è importante quale motore avrà McLaren», ha commentato Alonso. 

L'editoriale: Monza e una sconfitta che fa girare le balle

Renault è vista come la motorizzazione in grado di avvicinare McLaren alla vittoria, convinto Fernando com'è della validità del progetto MCL32. «Sappiamo che Red Bull ha fatto cinque o sei podi consecutivi. Sappiamo cosa può ottenere quel motore e sappiamo anche cosa può fare il motore Mercedes, come con Force India quest'anno e Williams ieri in prima fila in griglia. Conosciamo quali opzioni abbiamo e dovremo prendere una decisione»

Ma come spesso accade, Alonso ha regalato il momento più bello in gara in un team radio. In battaglia con Palmer alla Roggia (la parata dei piloti l'ha effettuata salendo proprio sulla Renault storica del pilota inglese), Jolyon ha tagliato il richiamo della variante verso destra, ri-superando Alonso che aveva attaccato in staccata, risultando davanti. Via radio si è lamentato a lungo per la mancata restituzione della posizione, criticando la decisione dei commissari di infliggere solo una penalità di 5" al pilota Renault. La perla via radio è arrivata quando Fernando ha chiesto all'ingegnere di pista dove fosse Palmer e alla notizia del ritiro della Renault ha replicato: «Karma!».