Naviga in settima posizione nel mondiale Costruttori e, dovesse confermare il risultato ad Abu Dhabi, non sarebbe una stagione da buttare per il team Haas. Il confronto a metà schieramento è intenso e di gara in gara gli equilibri si spostano. Renault sembra poter avere un altro passo, unico team a poter insidiare il quinto posto Williams, nonostante i 21 punti di ritardo.

Dopo Monza, è la sesta posizione a essere in gioco, tra Toro Rosso, Haas e Renault: «Sei punti (40 Toro Rosso, 35 Haas, 34 Renault; ndr) sembrano nulla. Ma è ancora meno il punto di ritardo della Renault! E' un pacchetto altamente competitivo di tre team. Riterrei un risultato ragionevole chiudere settimi, dove siamo attualmente, considerato quant'è competitivo questo segmento. Sì, potremmo fare una gara e guadagnare dei punti e saltare davanti ma a Renault bastano solo 2 punti per superarci. Per quant'è sfidante e difficile, trovo il centro gruppo molto interessante, è una lotta fantastica», analizza Guenther Steiner, team principal della scuderia statunitense.

Il settimo posto di Grosjean in Belgio ha aperto nel migliore dei modi la seconda parte del campionato, fase da affrontare con altri risultati rispetto alla scorsa stagione: «La seconda metà dello scorso anno fu disastrosa in termini di punti e prima della pausa estiva quest'anno avevamo gli stessi punti di un anno fa. Adesso vogliamo mantenere lo slancio guadagnato a Spa, conservare la posizione e provare a far meglio, ma c'è sempre la possibilità di perderla in una lotta di metà gruppo che è estenuante».

Già da tempo Gene Haas ha confermato il sedile sia di Romain Grosjean che di Kevin Magnussen, formalmente chiudendo alla chance di offrire un posto da titolare a un giovane sotto l'ala Ferrari. Con Sauber che ha ammesso l'esistenza di colloqui con la scuderia di Maranello per la coppia di piloti da schierare nel 2018, Steiner, sul rapporto in materia di mercato piloti con il Cavallino rampante spiega: «E' ovvio che discuti di quel che è possibile fare insieme, ma non ci sono obblighi. Buone relazioni, chiaramente, ma nessun obbligo». Intanto, a Singapore, Antonio Giovinazzi recupererà la sessione di prove libere persa a Monza, dove le previsioni di maltempo hanno suggerito al team di cambiare programma e far girare Kevin Magnussen anche al mattino.

Come ogni team cliente, anche Haas non può che augurarsi la realizzazione dello scenario già prospettato da Toto Wolff, convinto come le nuove power unit 2021 abbatteranno i costi delle forniture e toccheranno cifre mai più basse, in quota 11-12 milioni di euro a stagione. L'idea di Steiner è chiara: «La Formula 1 deve conservare la sua spinta hi-tech, non possiamo tornare a qualcosa come i V8. Sono tempi andati, possiamo guardare indietro ma non dovremmo tornarci. Dobbiamo lavorare con una tipologia di ibrido, come farlo funzionare al meglio per le esigenze della Formula 1? I motoristi sono al lavoro per presentare le migliori idee, con un'occhio attento sulla direzione che sta prendendo il mercato delle auto stradali.

Dalla prospettiva di un team privato sarebbe grandioso sei costi fossero sotto controllo. Oggi probabilmente spendiamo il 20% del nostro budget sui motori, se riuscissimo a portarlo al 10% sarebbe fantastico», racconta al sito ufficiale della F1. 

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L'illusione che sia unicamente la power unit a dettare l'equilibrio in griglia è spazzata via. Per raggiungere un livellamento maggiore tra i team serve ben altro: «L'equilibrio è certamente legato ai motori ma direi che in gran parte è collegato all'aspetto aerodinamico, alla dimensione del team e al budget. Liberty Media è al lavoro per creare un campo ancor più livellato mi è stato detto. Immaginate se ci fossero 5 o 6 squadre in grado di vincere delle gare? Non sarebbe straordinario? In questo momento la battaglia è a centro gruppo e siamo onorati di essere in partita. Pensate però a un intero campionato con le lotte che fondamentalmente oggi si vedono solo a metà schieramento. I fan l'amerebbero».

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