Intrapresa la strada dell'obbligatorietà non resta che rendere digeribile l'Halo ai tifosi. Sotto il piano estetico, che poi è l'aspetto sul quale si concentrano gran parte delle critiche, senza approfondire più di tanto l'elemento filosofico del rischio quale parte integrante del motorsport. Con una forma vincolata, sarà interessante scoprire come verrà "vestita" la struttura per integrarla al meglio con i colori delle macchine.

Il presidente Jean Todt, strenuo sostenitore della necessità di un dispositivo di protezione, ha anticipato alcune possibilità: «Vi sono delle idee intelligenti, ne ho sentita una che mi piace particolarmente: dovremmo assegnare un Halo di colore diverso al leader del mondiale. Io vorrei il nome e il numero delle macchine, che non riusciamo a vedere. Forse sarà un'opportunità per farlo, anche se ho già sentito team che hanno venduto lo spazio agli sponsor, buon per loro», riporta Autosport. 

Più o meno brutto che sia, il fattore look è irrilevante agli occhi del presidente. «Mi importa solo se dovesse accadere qualcosa e dovessi rendermi conto che non abbiamo fatto quel che era in nostro potere fare. Se guardiamo tutti gli ultimi gravi incidenti nelle corse in monoposto, tutti sono avvenuti nell'area intorno alla testa. Sono convinto che accadranno altri brutti incidenti ed è necessario avere una visione e intervenire in anticipo».

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Legate all'Halo vi sono altre considerazioni, legate all'impatto aerodinamico che avrà la struttura e i tempi a disposizione dei team per validare i dati sul telaio 2018, in quella che sarà una corsa che, secondo Andy Green, direttore tecnico Force India, potrebbe portare a ritardi in pista ai test invernali: «Ci sono stati fornite delle informazioni durante la pausa estiva che ci hanno consentito di progredire, restiamo però ancora in attesa di alcune informazioni cruciali, che bloccano la progettazione del telaio. La FIA ci ha fornito un layout generale dell'installazione ci mancano però tutte le configurazioni per i test del telaio. La sua validazione è il pezzo mancante ma è quello intorno al quale progettiamo il telaio stesso». Green che prevede un impatto ridotto dell'Halo sull'aerodinamica, tanto più se verrà consentito ai team di intervenire in alcuni punti del dispositivo e adottare forme in grado di guidare i flussi d'aria.

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