Nel week end in cui la McLaren-Honda è competitiva quanto basta per puntare alle posizioni buone della top ten, arriva la sfortuna a far fuori Fernando Alonso. Il tempo di assaporare la gran partenza, impostare l'ingresso in curva 1 con solo Vettel e Hamilton davanti a sé, immaginare cosa sarebbero stati i 60 giri successivi e risvegliarsi dal sogno nella via di fuga, centrato dalla coda della carambola innescata in partenza. Sfuma tutto in pochi attimi. «Ero sicuro al 100% di un arrivo sul podio. L'interrogativo era se saremmo stati in grado di lottare per la vittoria», ha raccontato Fernando. 

«Non ho visto molto, purtroppo. Tutto è accaduto all'interno, io mi sono trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Avevamo grandi speranze su questa gara. In condizioni da bagnato credo siamo molto forti, probabilmente al punto da poter guidare la corsa». Le aspettative su Singapore erano alte e in pista la MCL32 ha confermato di andar forte, sebbene il bottino finale dica solo un settimo posto con Stoffel Vandoorne.

«L'obiettivo chiaro era ottenere il primo podio per il team. La macchina è scattata come un razzo e saremmo potuti essere secondi al primo giro, ma ci siamo trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato, dopo che Raikkonen e Verstappen sono entrati in contatto. Grazie al team per l'eccezionale impegno prodotto nel week end e speriamo in miglior fortuna a Sepang», ha aggiunto poi su Instagram. Gara di fatto terminata in curva 1, proseguita per alcuni giri, fino all'inevitabile ritiro per problemi elettrici. Nell'impatto con la Red Bull è quasi un miracolo che la MCL32 sia rimasta integra e abbia potuto continuare: «sentivo un gran sovrasterzo e ho chiesto al team quale fosse il danno ma non erano del tutto certi, perché avevano perso la telemetria».

Singapore ha certificato l'addio a Honda e l'inizio di una nuova collaborazione, con Renault. Il futuro di Alonso si conoscerà a breve, sotto forma della permanenza a Woking, un 2018 nel quale «mi aspetto la normalità!.

Però credo sia un guardare troppo avanti, visto che non so nemmeno cosa farò il prossimo anno. L'obiettivo, come ho sempre detto, è di essere sul podio e lottare per le vittorie, pensare "cosa farò in partenza?", guardare i video per studiare un attacco e forse guidare la gara nel primo stint. Sono le cose che ho fatto per 13 anni della mia carriera. Come detto, quindi, mi aspetto un ritorno alla normalità».

Honda, dalla cucina francese McLaren ai piatti Toro Rosso

Sciolta la partnership McLaren-Honda, i giapponesi iniziano a togliersi qualche sassolino dalla scarpa, sempre con toni pacati. Non volano gli stracci, ma il responasbile della divisione motorsport Honda, Yamamoto, ha commentato: «Nel lavorare con McLaren ho realizzato che sono una compagnia molto grande e molto metodica, caratteristiche che la rendono ovviamente molto forte ma al tempo stesso trovano difficile adattarsi al cambiamento.

L'editoriale: Un cazzotto che piega le ginocchia

Il confronto è con la Toro Rosso, una compagnia in crescita. Se facciamo un esempio e confrontiamo entrambi i team con diverse cucine, direi che McLaren è una cucina francese altamente sofisticata, Toro Rosso è più come un delizioso stufato di campagna fatto in casa, dove puoi aggiungere nuovi ingrendienti e siamo entusiasti di poterlo fare».

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