«Sono sorpreso non l'abbiamo deciso prima». Lo stupore di Lewis Hamilton sul divorzio McLaren-Honda è quello di molti. Tre anni di insuccessi e promesse di competitività mancate hanno portato all'inevitabile decisione di separare le strade di una partnership nata nel ricordo di una collaborazione passata. Iconica e, forse, irripetibile per la portata di successi ottenuti. Dal 2018 e per tre stagioni, fino al termine dell'attuale formula di power unit, McLaren sarà motorizzata Renault.

C'era il tempo in cui Ron Dennis - sonoramente smentito dai fatti - giustificava il divorzio da Mercedes per migrare a Honda con la necessità di non essere team cliente per poter ambire al titolo mondiale. Con Renault Mclaren avrà parità di trattamento e, si spera, occasioni di ritorno al vertice. 

A Singapore si è consumato l'atto ufficiale del divorzio, le valutazioni sulla separazione risalgono però allo scorso marzo, come spiega Eric Boullier: «Il momento cruciale è stato dopo i test di Barcellona, quando abbiamo provato a lavorare con Honda e aiutarli a migliorare la situazione in breve tempo, comprese alcune discussioni intrattenute con altri motoristi e, senza scendere nei dettagli, divenne chiaro che avrebbero ancora mancato l'obiettivo che ci eravamo posti per la stagione. In estate, poi, sapevamo che dovevamo prendere una decisione: restare o meno. Non posso indicare una data, ma ci sonostati degli obiettivi mancati entro l'estate». In inverno circolavano le voci del passaggio a Mercedes già a stagione in corso, poi tramutatesi in una possibilità di supporto tecnico esterno per aiutare i giapponesi. Il tutto con, sullo sfondo, i problemi sorti appena montata la power unit in macchina e mandata in pista, a scoprire criticità non emerse al banco, a causa dei test di sviluppo portati avanti operando su un singolo cilindro. 

Dovranno recuperare un ritardo di due settimane, questo il gap sulla tabella di marcia del progetto 2018, frutto del passaggio a Renault, che ha garantito contrattualmente parità di trattamento per i propri team clienti: «Siamo "clienti privilegiati". Abbiamo lo stesso motore e lo stesso accesso alle informazioni che avranno a Enstone o in Red Bull. Avremo anche la possibilità di lavorare con loro, avanzare idee per il futuro che potrebbero essere prese in esame. Ci darà l'opportunità di influenzare il futuro. Sì, è vero che un team interamente ufficiale è un'altra cosa rispetto alla situazione che avremo nel 2018. Ma è come a scuola: un esame dei pro e dei contro e guardando a questi abbiamo fatto la nostra scelta, che riteniamo la migliore per McLaren nei prossimi 3 anni».

Mancherà il supporto economico di Honda, mai considerato un vero problema dalla proprietà e dal board di McLaren Group. Perché è vero che con Honda se ne vanno milioni di dollari oltre a dover pagare la fornitura della power unit Renault, ma le prestazioni espresse negli ultimi 3 anni sono state un deterrente potentissimo all'arrivo di nuovi sponsori. «Gli ultimi 3 sono stati un disastro in termini di credibilità e arrivo di nuovi sponsor. In una prospettiva di lungo termine, nei prossimi cinque sono assolutamente certo che torneremo nelle posizioni che competono alla McLaren. Con questo ritorno riguadagneremo la nostra credibilità e ricostruiremo il portafoglio degli sponsor. Potrebbero servire due o tre anni. Siamo noni nel Costruttori e con un motore di vertice credo saremmo attualmente quarti, solo con i soldi della FOM potremmo coprire i costi del motore, non sarà un grande rischio dal profilo finanziario. Un grazie va agli azionisti, coraggiosi a prendere una scelta sportiva e non far del male alla McLaren. Avrebbero potuto dire: "Aspettiamo finché non si sveglierà Honda"».

McLaren e Renault lavoreranno fianco a fianco per la prima volta in 40 anni di impegno in Formula 1 per entrambi. Le diversità culturali dovrebbero essere minori rispetto a quelle sperimentate con Honda e sottolineate dal motorista, che ha definito il team di Woking restìo ai cambiamenti: una raffinata cucina francese. «Quando si tratta di comprendere diverse culture, ho fatto un salto in avanti enorme con Honda. Da straniero nel Regno Unito, a volte sono stato il paciere tra Giappone e Gran Bretagna, di sicuro in termini di toni e chisura del divario tra la cultura Honda e quella McLaren. Abbiamo già parlato delle diversità culturali con il nostro nuovo partner». Renault che ha dettato la linea degli sviluppi a Red Bull, privilegiando sempre la garanzia di affidabilità prima dell'introduzione di qualsiasi aggiornamento alla power unit. 

Sterzi a parte: Kimi Raikkonen & Carletto Mazzone

Adesso l'ultimo tassello da mettere al proprio posto, in McLaren, riguarda il nuovo contratto di Fernando Alonso. Boullier che allontana le ricostruzioni di un aut aut di Fernando e spiega: «E' nel DNA McLaren essere competitivi. Il team è sempre stato tra i primi tre ed è a quelle posizioni che apparteniamo. Oggi sappiamo di avere un valido telaio, che ci permetterebbe di stare di nuovo tra i primi tre con un motore alla pari; per il nostro business è importante essere competitivi, non importa quale ruolo giochi Fernando. Dovevamo prendere una decisione per noi. Ma se vuoi essere competitivo non ti serve solo un motore ma anche un pilota ed è in questa visione che Fernando entra nel quadro. Abbiamo preso questa scelta anzitutto per la McLaren ma il pacchetto comprende anche il pilota.

Fernando vuole restare, si vede dal suo linguaggio del corpo e da come parla. Ci sono dettagli del marketing da risolvere ed è su quelli che Zak sta lavorando».