Un mondiale che cambia copione e si avvia verso un finale in cui Sebastian Vettel dovrà mettere in atto una rimonta difficile ma non impossibile. Meno 28 dalla leadership del campionato, temperatura glaciale rispetto alle abitudini di una stagione corsa su oscillazioni minime, tanto da farci interrogare, dopo Budapest, se e quale peso avrebbero avuto i 3 punti ceduti da Hamilton a Bottas. Sul campo ne restano ancora 150 per chi riuscirà a imporsi nelle sei gare residue: Malesia, Giappone, Stati Uniti, Messico, Brasile e Abu Dhabi.

La competitività della SF70H è il punto dal quale costruire il recupero. Un mondiale aperto a qualsiasi esito, secondo Ross Brawn: «Non è in alcun modo finito. Restano sei gare, Vettel e la Ferrari sono così forti che possono ancora vincere il titolo contando sulle proprie forze». Arriverà anche il supporto di una power unit nuova, possibilità che non avranno i due Mercedes. 

«Resterà una dura lotta tra Lewis e Sebastian, ma se dovesse riuscire a vincere, l'avrà meritato. Inevitabilmente Sebastian e la Ferrari mi ricordano il tempo trascorso in Ferrari. Somiglia molto a Michael nel modo in cui sta accanto al team e per come si vede quale parte dell'insieme. Gli riconosco la stessa disciplina e concentrazione nel riportare la Ferrari al vertice», ha commentato a Sport Bild.

Quanto all'incidente in partenza, Brown relega i fatti a una situazione di gara: «Certe cose possono sempre accadere. E' stato un tipico incidente da primo giro»