Verso Sepang con la magra consolazione della power unit usata da Alonso a Singapore ancora integra, dopo il colpo ricevuto al via e i conseguenti problemi tecnici che hanno portato la McLaren al ritiro. L'occasione migliore per essere protagonisti è sfumata e in Malesia sono i piloti i primi a non attendersi particolari acuti. «Quanto accaduto è chiaro sia deludente ed è difficile nascondere la frustrazione quando ti trovi a essere vittima dell'incidente di qualcun altro. Sentivo che avevamo il potenziale per essere davvero competitivi, una delle nostre uniche opportunità durante l'anno, ed è un peccato non essere riusciti a portare a casa i punti per dimostrarlo, ma sono cose che capitano», racconta Alonso.

McLaren che si presenterà a Sepang con più set di gomme supersoft rispetto a ogni altro team, scelta confermata anche a Suzuka. Monoposto competitiva nei tratti che richiedono un'ottima trazione, pagherà dazio sui rettilinei. «Avremo condizioni climatiche molto simili a Singapore, caldo, umido e impegnative per i piloti e la macchina. La configurazione del tracciato ci sarà meno favorevole, lotteremo comunque per qualsiasi risultato. Restano sei gare alla fine e stiamo ancora riversando le nostre forze nel concludere ogni gara nella posizione migliore possibile. Sepang sarà più difficile in termini di assetto, visti i rettilinei che richiedono una buona velocità di punta e potenza, però è una pista con un misto di varie caratteristiche, vedremo quanto recupereremo nelle curve lente».

Quel motore che entro Abu Dhabi potrebbe ricevere un ulteriore aggiornamento, in un diverso approccio da parte di Honda, con la certezza adesso di un rapporto verso l'epilogo a fine stagione. La scarsa competitività, unita al mancato raggiungimento degli obiettivi promessi nel programma di sviluppo, hanno contribuito in modo decisivo alla scelta McLaren di interrompere la collaborazione.

In ottica 2018 Honda potrà beneficiare del lavoro sulla power unit che continua a portare avanti, avendo confermato i concetti alla base del progetto, Hasegawa spiega i prossimi passi nel programma di aggiornamenti fino ad Abu Dhabi: «Vogliamo ridurre al minimo gli aggiornamenti sul motore, perché vorremmo ottenere i risultati massimi. In precedenza abbiamo dato priorità ai miglioramenti sulle prestazioni poiché qualsiasi progresso sarebbe stato in un continuo con il prossimo anno, perciò non abbiamo esitato a introdurre sviluppi. Adesso che non lavoreremo più con Stoffel e Fernando, vuol dire che ci concentreremo sui risultati McLaren di quest'anno. Preferisco ottenere più punti nel 2017, apportare un contributo a questo team anzitutto». Dalla prospettiva del medio termine, all'immediato, anche se, in mancanza di sviluppi sulle prestazioni, la power unit non sembra poter dare alcun apporto alla causa. La logica sembra, piuttosto, quella di limitare le penalità in griglia per scontarne solo in presenza di un chiaro pacchetto di aggiornamenti che dia garanzie di un netto miglioramento.

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«Se riusciremo ad avere uno sviluppo di enorme rilievo allora non esiteremo a prendere una penalità. Restano sei gare ancora e potremmo introdurre un motore nuovo. Potrebbe arrivare in Malesia a Suzuka o negli Stati Uniti. Ovviamente proveremo a evitare una penalizzazione a Suzuka, mentre gli Stati Uniti potrebbero rappresentare un circuito dal buon potenziale sulla base dei risultati dello scorso anno»

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