Quanto successo dopo l'arrivo del GP della Malesia è (crediamo) noto a tutti: Sebastian Vettel e Lance Stroll sono stati protagonisti nel giro di rientro di una collisione piuttosto violenta che ha divelto la sospensione della Ferrari, che si è fermata con la ruota posteriore sinistra appoggiata su quanto restava dell'ala posteriore, tanto che il tedesco si è ritrovato a dover accettare un passaggio verso i box da Pascal Wehrlein (che fra l'altro non è stato investigato, normalmente non è ammesso). L'incidente è avvenuto quando Seb ha voluto superare Lance all'esterno di curva 5, chiudendo poi un poco verso sinistra. Il problema è che contemporaneamente il canadese non si è accorto del sorpasso e ha avuto uno scarto verso destra, con inevitabile urto.

I commissari hanno valutato che nessuno dei due piloti avesse responsabilità prevalenti, sottolineando che anche nel giro di rallentamento i piloti devono sempre prestare attenzione ed esercitare una certa prudenza. Esperienza vorrebbe inoltre che, nel giro di rientro, proprio chi supera dovrebbe stare attento a ciò che fa. Anche per questo la colpa è stata suddivisa "equamente", per quanto la deviazione di Stroll fosse stata nettamente più ampia e improvvisa.

Il problema è che l'aspetto regolamentare del fatto potrebbe non esaurirsi qui. Infatti c'è il fondato sospetto che il cambio della Ferrari numero 5 sia rimasto seriamente danneggiato, nell'urto. La trasmissione è stata immediatamente inviata a Maranello per una verifica più approfondita: non vi sarebbero danni visibili, ma se così fosse e si rendesse necessaria la sostituzione, si apre uno scenario regolamentare inedito e particolare. Ricordiamo infatti che un cambio dev'essere utilizzato per sei eventi consecutivi, e in caso di sostituzione anticipata causa una penalità di 5 posti in griglia. Vi sono tuttavia delle eccezioni, come in caso di incidente: ma quello tra Vettel e Stroll rientra nella tipologia? La Ferrari dovrà fare in modo che per la direzione gara sia così, se non vuole penalità.

Certamente non è la prima volta che avviene un incidente dopo la bandiera a scacchi: uno dei più noti è quello accaduto a Vittorio Brambilla dopo la vittoria a Zeltweg nel 1975 quando, esultando per il successo sotto la pioggia torrenziale, staccò le mani dal volante finendo in testacoda contro il guardrail. Solo che nei casi accaduti finora non era mai stato un "problema" regolamentare: la classifica non ne veniva influenzata, e del resto è ben regolamentato come anche chi non arriva al traguardo possa essere classificato se ha compiuto almeno il 90% dei giri di gara. Ma ora è una questione quasi opposta e soprattutto c'è di mezzo un cambio

Come dicevamo, in caso di incidente è ben codificato (articolo 23.5.a del Regolamento Sportivo) come sia possibile sostituire il cambio senza incorrere in penalità. Ma in questo caso la gara era già finita: vale ancora? Di sicuro non può rientrare nei casi di "forza maggiore" perché gli incidenti non sono considerati "imprevedibili" di per sé. Inoltre l'articolo recita che si deve continuare a montare lo stesso cambio "a meno che il pilota non riesca a concludere la gara" (testualmente: "unless the driver fails to finish the race").

Ora, il caso di Vettel è quello di un pilota che ha tagliato il traguardo, ma non è riuscito a raggiungere il parco chiuso alla fine del giro di rientro: quale prevale dei due momenti? Da un lato viene da pensare che per "finish" si intenda "prendere la bandiera a scacchi". D'altro canto il fatto stesso che l'incidente sia stato preso in considerazione dai commissari, lo cataloga come "episodio di gara"… Va inoltre da sé (e questo sarà secondo noi il punto decisivo) che la filosofia del regolamento sia quella di consentire la sostituzione della trasmissione se questa cede per motivi differenti da quelli connessi all'affidabilità strutturale. Insomma, qualora il cambio di Vettel risultasse effettivamente danneggiato, la Ferrari dovrà cercare di districarsi abbastanza bene nel porre la questione, ma non è impossibile riesca ad evitare la penalizzazione.

È comunque una situazione tutt'altro che banale dal punto di vista "legale" sportivo, un caso davvero inedito e che presenta parecchie "primizie". Cosa potrebbe succedere? Se l'articolo verrà applicato in modo "piatto" e considerando il traguardo come "finish", di fatto ci troveremmo nella situazione per cui il primo a doversene occupare sarebbe il delegato tecnico Jo Bauer. Questo perché a ogni GP è lui a segnalare l'elenco dei piloti sulle cui monoposto è stato sostituito il cambio (informato direttamente dalle squadre) aggiungendo, alla fine della lista di quelli che hanno fatto la sostituzione in seguito a incidente, la formula "i sopracitati piloti non hanno concluso la precedente gara a XXX e sono in conformità con l'articolo 23.5.a del Regolamento Sportivo Formula Uno 2017"; oppure no, segnalando quindi i piloti irregolari perché si adottino i necessari provvedimenti (penalità). A questo punto saranno i commissari sportivi a gestire la "patata bollente" e quindi è importante che in questa fase i responsabili Ferrari abbiano già pronto un "memo" per poter influire tempestivamente sulla decisione prima che venga presa "in automatico" senza ulteriori considerazioni sulla specificità della questione.

Altrimenti dovrebbero far reclamo sulla decisione una volta presa dai commissari, ma in questo caso le cose potrebbero farsi più difficili e soprattutto non risolvibili in loco (che sarebbe Suzuka). Per cui se anche un successivo tribunale Fia desse ragione alla Ferrari, tuttavia a quel punto Vettel potrebbe essere già stato costretto a correre penalizzato (se non si riuscisse a "sospendere" la penalità) e dunque non avrebbe più significato. Vedremo come si svilupperà la questione e soprattutto se il cambio sarà realmente da sostituire, per quanto in Ferrari siano apparsi piuttosto pessimisti in merito…