Avrebbe meritato altro esito, altro addio, la Toro Rosso. A Suzuka, la parola fine sulle tre stagioni corse da Carlos Sainz con il team di Faenza arriva con un ritiro per un errore di guida al primo giro. Lascia un buon ricordo e un contributo essenziale nel 2017, sotto forma di 48 punti  iridati, che valgono la sesta posizione nel mondiale Costruttori, ora da difendere fino ad Abu Dhabi. Molto più difficile sarà ambire al quinto posto, perché la Williams è distante 14 punti, ma soprattutto perché mancherà il principale "finalizzatore". 

Da Austin vestirà di giallo Carlos, sarà in Renault accanto a Nico Hulkenberg. Quattro gare utilissime, in epoca di test vietati e con le sessioni invernali 2018 ridotte al minimo, per iniziare a lavorare con il team, capire il progetto RS27, prendere le misure e amalgamarsi con ingegneri e meccanici. «Non mi sarebbe dispiaciuto concludere la stagione con la Toro Rosso, ma un inizio anticipato può rivelarsi molto importante». Un apprendistato che avrà come riferimento diretto Hulkenberg. A tal proposito, Sainz ha commentato, dopo Suzuka: «L'obiettivo è di avere il suo passo il prima possibile ma non arriverà da solo, dovrò lavorare duramente e sarà soprattutto un lavoro sull'analisi dei dati e la comprensione della macchina e su come guidarla. Queste quattro gare mi aiuteranno il prossimo anno e, se riuscissi a ottenere un po' di punti extra sarebbe grandioso», riporta Auto Motor und Sport. Nel mondiale piloti si trova con 48 punti, nono, proprio davanti a Hulkenberg (34) e staccato da Ocon (65). 

Carlos svela come abbia saputo dell'avvicendamento in corsa con Palmer dal Gran Premio degli Stati Uniti solo mezz'ora prima dell'ufficializzazione e mette in conto un avvio nel quale pagherà lo scotto del noviziato sulla RS27: «Non sarà semplice, Hulkenberg ha già corso 16 gare con una macchina che io non ho mai guidato e mi ci vorrà un po' per abituarmi».

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Per un futuro che inizierà tra meno di due settimane c'è un percorso di crescita in Toro Rosso da salutare: «Vorrei scusarmi con tutta la squadra per il ritiro nel corso del primo giro. Cercavo di giocarmi tutto in partenza, per provare a guadagnare delle posizioni, e quando sono andato all'esterno della curva 6 ho trovato molto più sporco in pista di quanto mi aspettassi e, semplicemente, ho perso il controllo della vettura.

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È un peccato, perché avrei voluto ottenere un buon risultato a Suzuka con la squadra, ma rimarrò positivo: questi tre anni qui sono stati assolutamente straordinari, sono stati la preparazione ideale per me; rispetto a quello che ero nel 2015, oggi mi sento un pilota completo e migliore e questo grazie alla Toro Rosso».