Austin per McLaren fa riaffiorare stralci di un passato glorioso. Penultima vittoria del team, correva l'anno 2012. Primo GP degli Stati Uniti al Circuit of the Americas e Hamilton in trionfo. Oggi le speranze sono di un arrivo in zona punti, centrato lo scorso anno da Alonso, ottimo quinto. Fernando che correrà con il casco utilizzato alla 500 Miglia di Indianapolis. «Dopo un paio di gare frustranti, nelle quali non siamo stati in grado di dimostrare i miglioramenti velocistici che sappiamo aver compiuto sul pacchetto, è avvincente tornare negli Stati Uniti. Ho speso momenti fantastici quest'anno in estate, con tutto quel che ruotava intorno alla Indy 500 e so quanto siano appassionati ed entusiasti i tifosi, mi aspetto una bella atmosfera a Austin».

Un tracciato molto esigente sul telaio, punto a favore della MCL32 da capitalizzare nel primo e ultimo settore. «E' un circuito davvero divertente, ogni settore è diverso dall'altro e centrare il compromesso ideale con l'assetto rende la sfida unica, perché richiede un adattamento a caratteristiche che cambiano costantemente nel giro», spiega Alonso. Carico aerodinamico e precisione del telaio nei cambi di direzione sono premianti nelle veloci esse iniziali, serve un'elevata efficienza per staccare al tempo stesso una buona velocità di punta sul lungo rettilineo, poi la stabilità in frenata, passa da queste aree la prestazione sul giro. «E' una pista più larga di molte altre per cui ci sono solitamente buone opportunità di sorpasso, che speriamo di sfruttare al massimo domenica. Spero riusciremo a costruire il risultato sfruttando lo slancio che sappiamo aver guadagnato dietro le quinte, nonostante non siamo riusciti a mostrarlo nei risultati in classifica. Credo ci sia il potenziale per ottenere dei punti se riusciremo a mettere tutto insieme. Andranno considerati diversi fattori e tutto può accadere in questa gara, sono ottimista sul fatto che riusciremo a fare un week end positivo».

Austin è un'altra tappa del conto alla rovescia sulla separazione con Honda. E del rapporto con Fernando Alonso parla Yusuke Hasegawa - che vede nel GP degli USA il terreno migliore per un buon risultato tra le gare restanti -, per dire come «Alonso abbia sempre messo pressione. Se la macchina andava male non si faceva scrupoli a dirmi che non era contento. Ma non crediate che gli piacesse, anzi, è una brava persona, probabilmente si vergognava per avermi rimproverato, ma doveva farlo. Dopotutto voleva che tutto andasse nel verso giusto. Alonso ci ha criticato perché non era soddisfatto e aveva tutto il diritto di farlo. Ovviamente ci sono persone in Honda che non erano contente del suo atteggiamento. Non è il mio caso, però. 

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Sono molto deluso di non esser riuscito a dargli un buon motore. Non essendo contento lui, è molto difficile instaurare un buon rapporto lavorativo. Alonso ha fatto il suo lavoro, i piloti sono gente emozionale e vanno compresi quando si comportano in questi modi. Se avesse avuto la macchina migliore sarebbe stato contento? Sì, ed per questo che non possiamo lamentarci», ha raccontato a El Confidencial.

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