Il ritorno di Aston Martin in Formula 1, dal 2021, potrebbe avere la firma di Luca Marmorini sulla power unit. Il condizionale è d'obbligo, non già per la collaborazione tra il tecnico italiano, ex Ferrari ed ex Toyota, con il marchio inglese, confermata da Aston Martin - che ha tenuto a specificare, tuttavia, come si tratti di un rapporto di consulenza e non già un tecnico alle dirette dipendenze -.

Condizionale necessario perché Aston Martin dovrà prima dire sì alla proposta di motore che Liberty Media sottoporrà nelle prossime settimane - sui tempi, indiscrezioni vorrebbero già il 31 ottobre; il 22 ottobre, invece, è attesa una conference di presentazione dei risultati finanziari e discussione dei piani futuri -.

Dovrà essere una power unit il cui sviluppo tenga d'occhio i costi, ha più volte sottolineato Andy Palmer, a.d. Aston Martin. Marmorini ha ricoperto il ruolo di direttore tecnico dell'area Motore ed Elettronica in Ferrari tra il 2009 e il 2014, quando venne sollevato dall'incarico e sostituito da Mattia Binotto per le insufficienti prestazioni del motore turbo ibrido nel primo anno della rivoluzione regolamentare. E allora Marmorini mise bene i puntini sulle "i", ammettendo le mancanze del progetto 059/3 ma chiarendo al tempo stesso come la progettazione di un'unità più compatta rispetto ai concorrenti diretti arrivò per soddisfare le richieste del reparto aerodinamico, convinto di poter ottenere un vantaggio con ingombri inferiori che in realtà non si ebbe. 

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Tra il 2009 e il 2014 il Marmorini-bis in Ferrari, dopo il periodo tra il 1990 e il 1998, anni nei quali ricoprì il ruolo di capo progetto del motore Formula 1 (1995-1997). Tra le due fasi a Maranello, la lunga parentesi in Toyota, dal 1999 responsabile del progetto F1, fino al 2009.

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