La vittoria di Lewis Hamilton al GP degli Stati Uniti non è stata una cavalcata solitaria tra le praterie texane. Il quasi quattro volte campione del mondo ha lottato, come piace a lui, per avere la meglio sulla tenacia di Sebastian Vettel e della Scuderia Ferrari, decisi a combattere fino all’ultima cartuccia. 

Partito dalla pole position ha provato a chiudere la porta a Vettel, scattato come un razzo dalla seconda piazzola, ma ha dovuto cedere all’attacco del tedesco. Tuttavia il sogno dei tifosi Ferrari si spegne già al 6° giro: Hamilton, rimasto incollato al posteriore di Vettel, attacca in staccata alla curva 12 e passa l’avversario all’interno. Il tedesco avrebbe forse potuto contendergli con maggior forza la posizione ma, come ammesso dallo stesso Vettel dopo la gara, sarebbe servito a poco: la W08 aveva un ritmo insostenibile per la SF70H

Hamilton ha provato un altro brivido al giro 20, quando è rientrato per l’unico pit stop della sua gara, si è ritrovato davanti a Vettel per un soffio. “Era un po’ troppo vicino ragazzi – ha esclamato via radio al suo muretto -, perché gli avete permesso di arrivare così vicino?”.

Ma si è trattato di una nuvola passeggera. The Hammer ha ripreso subito il controllo delle operazioni e mentre l’avversario soffriva con le gomme soft, riusciva a prendere il largo, gestendo la situazione fino al traguardo. Tagliato davanti a Vettel, secondo dopo non poche peripezie, e a Verstappen, poi penalizzato e costretto a cedere il terzo posto a Raikkonen. 

A intervistarlo sul podio Hamilton ha trovato Usain Bolt: “La macchina è stata fantastica oggi. Coraggio ragazzi, ora servono altre tre vittorie!” Poi, affiancato dai due piloti Ferrari in conferenza stampa ha commentato: “Il team ha serrato le file come non era mai successo negli ultimi cinque anna e sono molto fiero di questo. La gara è stata grandiosa, una delle più divertenti da molto tempo a questa parte. Non ho fatto una gran partenza, mentre Seb è partito molto bene. Ma l’ho presa con tranquillità, perché sapevo che su questa pista si può sorpassare. Nei giri successivi è stato bello cercare di avvicinarmi e lottare con Vettel per superarlo. Sono i momenti per cui vivo e che mi piacciono di più. Seb è stato corretto, io forse mi sarei difeso di più. Nel complesso credo che la vittoria sia stata straordinaria, grazie al vento contrario avevamo una trazione incredibile nei tornantini, sembrava di essere in galleria del vento”.

Proprio nelle esse, nel lungo serpente di Austin, Lewis ha fatto la differenza al pari delle qualifiche. Perché se la W08 è una monoposto fortissima, diamo a Cesare ciò che gli compete. Ha tenuto a sottolinearlo anche James Allison, ex direttore tecnico Ferrari passato alla Mercedes e salito sul podio con Hamilton: “La differenza di motore non è stata così grande. Hamilton ha una velocità incredibile, in gara non fa errori e ha una macchina molto affidabile”. 

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