Un lampo in partenza, la testa del gran premio ma non il passo per vincere. Per una volta, in Ferrari, sulla macchina di Vettel, è mancata la proverbiale forza nella gestione delle gomme in gara. Difficoltà evidenti da subito a Seb, in un primo stint nel quale ha dovuto constatare la superiorità di Hamilton. Andranno approfondite le ragioni della diversità di prestazione tra le due monoposto nel primo e secondo stint, quando Raikkonen ha dimostrato di avere un passo migliore; da capire quanto abbia inciso il lavoro limitato al venerdì per Seb, che da Austin riparte non con il risultato atteso. 

«Non è un segreto che loro fossero più veloci di noi. Dobbiamo ammettere che in gara non siamo riusciti a eguagliare la loro velocità. Non credo abbia a che fare con la strategia, è semplicemente... dovresti sapere che chi è il più veloce solitamente vince». Dal podio, spiega a Usain Bolt cos'è mancato nella domenica Ferrari per sfidare Hamilton. 

Analisi che si fa più approfondita per dire come non ci sia stato il miglioramento rispetto alla prestazione in qualifica, altra costante nella stagione Ferrari. «Ero fiducioso che avevamo la macchina, la velocità e sì, ieri (sabato; ndr) è stato importante agguantare la prima fila. Ero fiducioso che oggi sarebbe stata una giornata migliore, ma non è andata così. L'ho realizzato in pochi giri e, più o meno un giro prima che Lewis mi passasse, stavo soffrendo con le gomme più di quanto non accadesse a lui o ad altri. Devo capire perché è accaduto. Abbiamo provato a lottare ed è stata perlomeno una gara migliore delle altre, nelle quali non abbiamo avuto una chance».

Lo spunto al via e il sorpasso su Bottas sono i momenti buoni da ricordare del Gran Premio degli USA: «E' stata una gran partenza ma non eravamo abbastanza rapidi. Dopo 3 o 4 giri sentivo la macchina e le gomme soffrire, Lewis riusciva a stare con noi agevolmente, ha chiuso il distacco e facilmente è entrato nella finestra del DRS; solitamente non è facile dopo il settore veloce, quindi era più rapido. Ho provato a bloccarlo, forse avrei potuto fare di più, ma dall'altra parte credo fosse così più veloce che  non avrebbe cambiato davvero.

E' deludente perdere la leadership quando ce l'hai, ma con la differenza di velocità che avevano, non era la gara per una nostra vittoria. Il sorpasso su Valtteri è stato naturale. Volevo prendere l'esterno, ho visto il traffico dei doppiati, ho esitato per un secondo, non sapevo dove andare, poi ho pensato "Ok, c'è un buco, passo". Ero nel messo e pensavo "Ok,  prova a uscirne" e ha funzionato. E' stata una manovra ravvicinata, speciale. Credo Valtteri stesse provando ad aspettare e chiudere l'interno».

Prima che Verstappen giocasse la carta delle due soste, immediatamente coperta da Vettel, Sebastian via radio si è confrontato con il muretto per chiedere se non fosse il caso di passare al piano B: «Ho faticato con le gomme, mi sono fermato piuttosto presto e mi sono avvicinato nuovamente in occasione della prima sosta (di Hamilton; ndr); in seguito ho gestito la gara provando ad arrivare alla fine, ma sentivo nel primo stint le gomme andare piuttosto male e non ero certo del secondo. Ne abbiamo parlato via radio e abbiamo provato a fare qualcosa di diverso, in quel momento era difficile prevedere cosa sarebbe accaduto ma se guardiamo dove eravamo 3 o 4 giri al termine, è stata la scelta giusta»

L'analisi del GP: un successo di velocità e strategia

Rilegge le aspettative della vigilia Seb, pur su un tracciato che ha sempre premiato le Mercedes: «Non mi aspettavo di faticare così tanto, soprattutto nel primo stint. Arrivando qui e guardando alla pista, era più un tracciato Mercedes, ma le ultime gare ci avevano dato tanta speranza e fiducia. Siamo stati sufficientemente vicini in qualifica, più del previsto, putroppo in gara non abbiamo guadagnato come facciamo di solito».