Non basta aver conquistato un punto a Austin per conservare il posto fino ad Abu Dhabi, a Daniil Kvyat. Rientro temporaneo, quello del russo, nel Gran Premio degli USA, perché nel prossimo week end in Messico sarà ancora Brendon Hartley a far coppia con Pierre Gasly. Toro Rosso che vuole valutare tutte le opzioni prima di decidere la formazione piloti 2018. Gasly torna in macchina dopo aver saltato Austin per contendere il titolo di SuperFormula giapponese. Tutto inutile, visto l'annullamento della gara di Suzuka per condizioni meteo avverse.

Hartley avrà una seconda occasione per presentarsi in macchina con un minimo bagaglio d'esperienza in più, maturato nel week end in Texas. Otto decimi rimediati in qualifica da Kvyat, 27 secondi in gara, sono grossomodo i distacchi accusati da Di Resta a Budapest da Stroll - prima del ritiro -, volendo mettere a confronto due esordienti assoluti sulle monoposto 2017. Diverso, il tempo di preparazione: un venerdì in più per il neozelandese, rispetto a Di Resta, catapultato subito in qualifica. 

Kvyat torna in panchina e lo fa dopo aver corso quella che definisce come «la miglior gara della mia stagione. Sono davvero felice del risultato, ho fatto tutto il possibile per portare a casa dei punti. Mi sono divertito molto: è stata una corsa pulita e piacevole, in generale tutta la squadra ha fatto un ottimo lavoro. Nonostante i pochi giri effettuati durante le prove, siamo riusciti a mettere tutto insieme e conquistare la zona punti».

Crede ancora nella possibilità di una conferma in Formula 1 e, se non dovesse farcela, guarda al "piano B" e spiega: «Ho un contratto a lungo termine con Red Bull, ovviamente abbiamo visto che ci sono opportunità altrove con le giuste trattative. La verità è che io e Red Bull abbiamo un buon rapporto e parleremo quando sarà il momento giusto. Certo non è il miglior scenario nel quale prepararsi a correre gara per gara, senza sapere se sarai in macchina alla prossima.

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Da pilota vuoi una certa quota di stabilità per concentrarti sul tuo lavoro». Parlerà con Helmut Marko e ammette che non sarà un colloquio dall'esito scontato, pur in presenza di due sedili da assegnare a Faenza: «Ho bisogno di conoscere cosa mi riserverà il futuro. Voglio lottare per risultati importanti, che sia in Formula 1 o altrove, in Toro Rosso o da un'altra parte».

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