Stagione conclusa per Daniil Kvyat. E con essa potrebbe essere al capolinea anche l'avventura in Formula 1. Certo non rientra più nei piani Red Bull Racing, Helmut Marko ha pronunciato le ultime parole sulla carriera del pilota russo: «Non tornerà. Non crediamo possa invertire la rotta nel lungo periodo. Gasly e Hartley finiranno la stagione, poi vedremo il da farsi», ha commentato ad Auto Bild. 

Dichiarazione che arriva dopo il week end di Austin, nel quale Kvyat ha conquistato un punto in quella che a dire di Daniil è stata la miglior gara del 2017. Tardi per svegliarsi, dopo troppe gare senza produrre risultati, in un confronto impietoso con Carlos Sainz, che sulla stessa STR12 ha ottenuto 48 punti contro 4. Prestazioni insufficienti abbinate a troppi errori e punti persi sulla patente, sintomatici di un pilota sotto pressione. 

Due podi in carriera rappresentano il miglior risultato. Il secondo posto in Ungheria, nel 2015, stagione del debutto in Red Bull dopo un anno in Toro Rosso. Poi il terzo posto l'anno seguente in Cina, ancora in prima squadra. Paradossalmente arriva subito dopo la retrocessione in Toro Rosso a Sochi - annunciata dopo il gran premio del patatrac al via con Vettel -; dal ritorno a Faenza, scorrere gli arrivi al traguardo è motivo sufficiente a giustificare le scelte di Marko:nel 2016 decimo a Barcellona e Silverstone, nono d'orgoglio a Singapore, arrivo ripetuto in Australia e ancora in Spagna nel 2017. 

Quali prospettive restano a Kvyat? L'unica opzione per una permanenza in Formula 1 passa dalla Williams, che ha già, però, sufficienti alternative tra le quali scegliere; a Austin, Daniil non ha escluso la possibilità di cercare un sedile in un'altra categoria.