Una stagione dai due volti. L’avvio incerto, la scarsa competitività e un distacco di un secondo da Ferrari e Mercedes, quando le attese erano di un progetto in grado di far scuola. I problemi di affidabilità a bersagliare una monoposto, la numero 33, che nelle intenzioni e nelle previsioni invernali avrebbe dovuto lottare per il titolo. Mentre Max Verstappen collezionava ritiri, Daniel Ricciardo capitalizzava al meglio le opportunità offerte a Red Bull. Una vittoria, podi in serie prima della pausa estiva.

Dal Gran Premio di Spagna, con la versione B della RB13, è iniziato il recupero, passato anche da soluzioni riprese dalla Ferrari e la seconda metà di campionato ha assunto contorni opposti a quelli tratteggiati a marzo. «Possiamo prendere degli aspetti positivi, abbiamo vinto 2 gare e conquistato 12 podi in tutto. Daniel ha guidato molto bene, come Max, ma abbiamo avuto più problemi di affidabilità che in tutti gli ultimi 10 anni. Specialmente sulla power unit con Max, questo è stato davvero deludente, ma adesso le cose sembrano muoversi nella giusta direzione. In Azerbaijan Daniel ha corso una gran gara ma ha capitalizzato le sfortune altrui, pur centrando il risultato. La Malesia è stata probabilmente la prima gara dell’era ibrida nella quale abbiamo vinto per vero merito. Abbiamo passato Lewis Hamilton e siamo volati via», analizza Christian Horner.

Red Bull terza forza in campo, così dirà la classifica Costruttori. Può ritenersi un successo la campagna iridata 2017? Viste le aspettative, semmai è stata un limitare i danni. Il problema principale, ancora una volta, l’avvio a handicap, una monoposto non all’altezza degli avversari, la necessità di rincorrere mentre gli altri marciavano spediti: «Ci sono stati dei problemi a inizio anno, la correlazione tra le simulazioni in galleria del vento e le altre al CFD, non siamo riusciti a risolverle prima della gara di Barcellona. Da lì in avanti la macchina è migliorata di continuo».

Il futuro è puntellato sul fronte piloti, Max Verstappen ha firmato fino al 2020. Resta da definire il rapporto con Daniel Ricciardo, pezzo pregiato del mercato in ottica 2019, quando saranno disponibili sedili importnati in Ferrari e Mercedes. Si può discutere della sfilza di ritiri che ha condizionato la stagione 2017 del pilota olandese, di fatto, Ricciardo porterà a casa più punti. Christian Horner sa di dover consegnare una monoposto da titolo mondiale il prossimo anno: «Max è in un’età nella quale non cerca ricompense economiche, ma esclusivamente prestazionali. Quel che ha visto dietro le quinte è quanto duramente lavora il team e quel di cui è capace. Con il regolamento sui motori stabile fino al 2020, facciamo affidamento sulla convergenza delle power unit e non appena avverrà siamo fiduciosi riusciremo a dargli una macchina in grado di lottare al vertice».

Motore che resta un punto interrogativo nel 2019 e 2020, dopo l’annuncio di Renault di voler ridurre il proprio impegno nelle vesti di fornitore. Red Bull sarà costretta a ripiegare su Honda, aspettando la nuova era 2021?  «Per il 2019 è tutto in discussione, prenderemo una decisione tra la prossima primavera e l’estate. Renault ci ha sempre garantito un servizio leale. Ogni mondiale, ogni vittoria l’abbiamo ottenuta con un motore Renault, da clienti. Siamo fiduciosi continuerà il rapporto di pari trattamento. Che Honda resti è fantastico per lo sport ed è un gran affare per Toro Rosso diventare un team ufficiale. Dalla prospettiva del gruppo Red Bull questo ci darà la possibilità di seguire i progressi Honda prima di prendere una decisione su quale motore utilizzare. McLaren sarà in una naturale luna di miele con Renault, Fernando Alonso è stato loro pilota, noi dovremo concentrarci sui nostri affari. Tutto quel che chiediamo è un servizio corretto da parte di Renault. Ovviamente loro vorranno far crescere la loro squadra, facciamo affidamento sulla loro integrità come nelle precedenti stagioni, nei periodi belli e in quelli cattivi ci hanno sempre assicurato parità di materiale».

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Sul futuro, Horner svela una data nella quale scopriremo la proposta di power unit che FOM e FIA avanzeranno ai motoristi per il 2021: dopo Interlagos saranno annunciate le caratteristiche tecniche e gli interventi per contenere i costi, passaggio cruciale perché Aston Martin, prossimo sponsor principale Red Bull nel 2018, si impegni nelle vesti di motorista: «Quello Aston Martin è un progetto interessante, dipenderà molto dai regolamenti 2021, quale sarà la filosofia di FIA e FOM la settimana dopo il Gran Premio del Brasile. Se permetterà a un costruttore indipendente di essere competitivo, una compagnia come ASton Martin potrebbe agevolmente lavorare con un terzo come Cosworth. Dal nostro punto di vista, tutto dipenderà da quali saranno i regolamenti e se un costruttore indipendente riuscirà a essere competitivo, è importante per la Formula 1 avere un motore competitivo, indipendente e attento ai costi».

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