«E’ stata una delle gare più facili di tutta la carriera». Max Verstappen ha dominato a Città del Messico. Senza avversari, non quelli che avrebbero potuto rendere i 71 giri più sudati. Bottas e Raikkonen rimediano distacchi da misurare con la clessidra, Vettel e Hamilton neutralizzati dopo tre curve. Così, seconda vittoria stagionale, da padrone, per l’olandese. E’ la velocità in gara della Red Bull a impressionare, un passo buono per prendere immediatamente il largo con facilità, dopo aver assaltato la posizione di Vettel e guadagnato la testa della gara.

Tre curve decisive per scrivere il risultato finale, che Max racconta così: «In partenza sono scattato con i giri del motore troppo alti e quasi sono arrivato al limitatore, non è stato un gran via; però, per questo motivo mi sono trovato in una buona posizione, poiché ho potuto sfruttare la scia di Sebastian.

Sono andato all’esterno e mi sono detto “Provo l’esterno e vediamo cosa accade”. Ho visto che ci siamo appena toccati su curva 2, fortunatamente non è accaduto nulla. Da lì in avanti ho potuto fare la mia gara, allungavo a ogni giro». Ha trovato il tempo di ridacchiare via radio per la manovra facile in partenza: «Simply lovely». Semplicemente adorabile. E adorabile è stata la Red Bull. Max scherza e ripensa a Austin alla penalità: «Ero davanti con così tanto margine che pensavo: tagliamo una curva così prendo 5 secondi di penalità e rendiamo la gara più interessante».

Prestazione Red Bull da incorniciare, pur con l’incognita della tenuta del motore Renault, dopo i ritiri sofferti in serie da Ricciardo, Hartley, Hulkenberg e Sainz. Il dubbio che potesse appiedare Verstappen, storia già raccontata tante volte quest’anno. Ma il margine di vantaggio esagerato su Bottas e Raikkonen, non è servito spremere la power unit. Nel finale di gara è sfuggito il piede a Max, alla ricerca del giro più veloce in gara, un confronto a distanza con Vettel. L’1’18”892 non è bastato contro l’1’18”785 di Seb. «La macchina aveva un gran bilanciamento, sono riuscito a gestire le gomme e portare a casa la vittoria. Sono molto contento, sapevo che la macchina era buona ma non immaginavo lo sarebbe stata a tal punto in gara.

Ho visto sugli schermi TV che Daniel si era ritirato (guasto del MGU-H; ndr), poi ho visto un’altra Toro Rosso davanti in fiamme e speravo non accadesse lo stesso a me. Abbiamo abbassato parecchio le prestazioni del motore e tutto sembrava a posto. Fortunatamente avevamo un motore nuovo, forse ci ha aiutato un po’, ma anche Daniel lo aveva, quindi non saprei. Ho avuto la mia dose di sfortuna a inizio anno, sono contentissimo che non mi sia successo nulla stavolta».

Nella domenica di Lewis Hamilton, del quarto titolo mondiale, Verstappen vede il risultato come una sintesi quasi logica di due fatti: «Lewis quest’anno è stato il più forte e la macchina è stata la più affidabile, nel confronto Ferrari-Mercedes. Se metti insieme queste due cose puoi ottenere grandi risultati e, ovviamente, un campionato del mondo». Quello che vorrà contendere il prossimo anno, con una Red Bull formato-Messico sin dall’Australia. Spera. 

L'analisi del GP: tutto deciso in tre curve