Il risultato che conta, in assoluto, a Città del Messico è quello di Lewis Hamilton. Poi c'è chi vince il suo mondialino. Per certi versi, il secondo titolo. E’ Force India, matematicamente certa della quarta posizione nel Costruttori. Quota 175 punti contro i 76 della Williams, a due gare dal termine. Altra stagione da incorniciare per il team di Vijay Mallya, che sfrutta al meglio il budget ridotto. E non è relegabile, il risultato, alla presenza della power unit Mercedes. C’è un lavoro di crescita e sviluppo che anno dopo anno riesce a intervenire sul progetto in corso di campionato e migliorarlo.

Ocon ha respirato ancora aria di podio al via. Fino al primo pit-stop, poi i sogni si sono trasformati in una realtà che dice quinto all’arrivo. Perez è settimo, controlla Raikkonen in avvio ma non ha lo spunto per scavalcare un ottimo Stroll. Contributo di punti buono per il raggiungimento dell’obiettivo posto lo scorso inverno, nel confronto a distanza Abiteboul-Mallya, con il primo che prometteva una corsa allo sviluppo che avrebbe premiato i grandi, Renault, a discapito di Force India.

«Abbiamo il budget più ridotto di chiunque altro in Formula 1 e questo ci obbliga a fare alcune cose in modo diverso e guardare da una prospettiva differente dagli altri. Non è semplice e il prossimo anno lo sarà ancor di più. Ringrazio tutti in fabbrica a Silverstone, è dove si realizza la gran parte del lavoro. Quel che si vede è quanto facciamo in pista ma devo ringraziare tutta la squadra», racconta Otmar Szafnauer, direttore operativo Force India.

Il prossimo campionato vedrà McLaren con il supporto Renault, Renault determinata al cambio di passo e una crescita importante, così il rischio di arretrare a sesta forza del lotto è concreto. Un’ulteriore conferma in quarta posizione avrebbe dello straordinario.

«I ragazzi a Silverstone hanno svolto un lavoro splendido quest’anno, soprattutto nel continuare a sviluppare la macchina come abbiamo fatto, fino alla fine». Agguantato il risultato che contava più di ogni altra cosa per la squadra, si possono sciogliere le briglie ai piloti, Ocon e Perez liberi di tornare il lotta per la posizione. Checo non dovrà più chiedere il permesso via radio, come a Austin o Suzuka. Certo, quanto visto in Messico ha escluso ogni possibile confronto, vista la superiorità espressa da Ocon. «Adesso potranno correre liberamente e se dovessero entrare in contatto sarebbe meno dannoso. Certo, i componenti non sono gratis, quindi c’è sempre una quota di rischio».

Un occhio indietro alla gara e tanto Ocon quanto Perez si rammaricano del periodo di Virtual Safety Car. «Per un po’ ho credo che fosse possibile il podio, sono rimasto a lungo in terza posizione. Ho fatto una gran partenza, poi ho spinto il più possibile con pista libera. Sfortunatamente la VSC ha dato a Kimi un vantaggio nel pit-stop e ci ha sorpassato. Gli ultimi giri con Stroll alle spalle non sono stati semplici, visto che aveva gomme più fresche», l’analisi di Ocon, che ha percorso 50 giri con lo stesso treno di gomme soft (recordman, Massa: 67 passaggi in totale).

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«E’ un peccato che sia stata esposta la VSC nel momento sbagliato, perché ha permesso a Stroll di scavalcarmi, altrimenti credo avrei concluso sesto - dice Perez -. L’obiettivo principale del week end era la conferma del quarto posto nel campionato e sono felicissimo di esserci riusciti con 2 gare d’anticipo».

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