Austin e Città del Messico certificano il raggiungimento dell’obiettivo. Mercedes e Lewis Hamilton campioni del mondo, i primi a riuscirci nella transizione tra due cicli regolamentari diversissimi. La sbornia di successi di tre stagioni turbo-ibride poteva portare alla sazietà, la nuova sfida regolamentare ha fornito la motivazione necessaria per restare ancora al banchetto. Ed è servita per migliorare una monoposto tutt’altro che perfetta: «Per il team è stato il mondiale più difficile, abbiamo vissuto degli alti e bassi con le nuove macchine e gomme, una realtà da accettare. I progressi sono stati molto difficili e hanno richiesto il massimo impegno», racconta Toto Wolff.

E’ più che mai il titolo di Lewis Hamilton, per come ha saputo interpretare la W08 e per la maturità e razionalità mostrate in pista, calcolatore all’occorrenza, attaccante sempre. Dalla sfida con Rosberg a quella con Vettel, la prospettiva è notevolmente diversa soprattutto se la si guarda con gli occhi Mercedes, quelli di Wolff: «Se chiedete a me, direi che lottare con il tuo compagno di squadra è probabilmente più dura, in modo diverso. Avere il “nemico” nello stesso team porta insidie diverse, o lotte diverse, rispetto a battagliare con Seb e la Ferrari, che ha innalzato notevolmente il livello. Dopo la pausa estiva è tornata anche la Red Bull.

Quando lotti all’interno dello stesso team è sempre una situazione più comoda, perché sai che uno dei tuoi piloti vincerà. Gestire la rivalità interna non è stato semplice a volte, ma di gran lunga lontana dalle difficoltà viste quest’anno».

La vittoria del mondiale Piloti arriva senza la ciliegina del successo in gara. Come Schumacher nel 2003 a Suzuka, ottavo e iridato, Lewis si è dovuto accontentare della nona posizione, attento a quel che stava facendo Vettel, alla possibilità che arrivasse secondo e tenesse virtualmente aperta la battaglia fino a Interlagos: «In macchina non sai cosa sta accadendo, non sapeva se Sebastian fosse ancora in partita. Dovendo concentrarsi completamente sulla prestazione non ci siamo focalizzati troppo sui punti, all’improvviso però è diventato un problema. Lewis ha chiesto se ci fosse la possibilità che Sebastian finisse tra i primi due, gli abbiamo detto di no ed è scesa la calma. Credo che senza l’incidente al primo giro Lewis avrebbe vinto la gara».

Con una Red Bull e un Verstappen in stato di grazia, certo avrebbe messo pressione e costretto Max a spremere la RB13 più di quanto non abbia fatto. Toto Wolff è consapevole della minaccia Red Bull in vista 2018 e ammette: «Se il campionato fosse iniziato 5 gare fa, sarebbe stato davvero difficile vincerlo. La macchina è stata estremamente veloce in gran parte delle gare, ma ci sono state alcune cose nelle quali dovremo migliorare. Adesso inizia un nuovo anno, dovremo progredire là dove non siamo andati bene e ottimizzare i punti nei quali siamo stati forti. Tutto il team si concentrerà sul 2018».

Spetterà ad Aldo Costa e James Allison sviluppare la nuova filosofia progettuale e sanare le difficoltà sperimentate nella prima metà del campionato e su specifici tracciati. Il tecnico inglese saluta l’affermazione che, all’esterno del team, è percepita come la più importante e dice: «Abbiamo lasciato la scorsa gara (Austin; ndr) gasati dalla vittoria del titolo Costruttori, sapevamo però che aveva un significato più per noi che per il resto del mondo. Questo titolo è quello che conta e credo che dopo la stagione vissuta è difficile immaginare un campione che lo meritasse più di Lewis. E’ all’apice della carriera ed è uno dei grandi di tutti i tempi in questo sport. Essere al suo fianco mentre vince il quarto titolo, in una stagione straordinaria di alti e bassi è fantastico.

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Non c’è dubbio che Ferrari e Red Bull siano fieri avversari, la prossima sarà una stagione molto difficile. Questo è stato il campionato più emozionante e difficile da molti, molti anni e Lewis ha guidato alla perfezione».

Una crescita continua che, per Niki Lauda, è il presupposto per continuare a inanellare mondiali: «Lewis quest’anno è migliorato moltissimo, se vuoi essere pluri-campione del mondo devi migliorare costantemente e dall’anno scorso a questo è diventato di gran lunga migliore. Un incredibile passo in avanti, con una macchina difficile da guidare e non veloce come l’anno scorso, ma è riuscito a esprimere ugualmente le prestazioni».

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