Contratteranno sapendo di poter mettere sul tavolo delle alternative altrettanto valide, Red Bull e Daniel Ricciardo.  Può agire da libero battitore l’australiano, guardarsi intorno e discutere con Ferrari o Mercedes, sedersi al tavolo con Red Bull o immaginare un paracadute Renault. Il team di Milton Keynes ha pronto il nome da affiancare a Verstappen, nell’eventualità che Ricciardo decidesse di migrare altrove: Carlos Sainz. «Per questo abbiamo dato Sainz in prestito, abbiamo un’alternativa. Abbiamo una rete di sicurezza ma l’obiettivo numero uno è confermare l’accoppiata attuale», ha commentato Christian Horner.

Fino a oggi, il rapporto tra Verstappen e Ricciardo è stato sereno, non senza qualche mal di pancia da entrambe le parti: in Spagna nel 2016 il disappunto dell’australiano per la strategia migliore offerta a Max, che lo portò a vincere la prima gara, al debutto; a Montecarlo quest’anno, per una scelta a parti invertite fatta dal box e non digerita da Verstappen. Con un progetto in grado di vincere il mondiale, salirebbe anche la tensione interna e con Carlos Sainz a bordo non sarebbe diverso: i trascorsi in Toro Rosso con Max lo hanno dimostrato.

Red Bull punta su Verstappen, dopo Vettel un altro record di campione del mondo piloti più giovane nella storia, legittimazione di una cantera che nel far nascere e affossare - con uguale rapidità - carriere, riesce a coltivre il campionissimo. «La prossima scelta che farà Ricciardo, a 28 anni, sarà molto importante. Sono convinto che si prenderà del tempo per assicurarsi che sia quella giusta. Sa molto bene quali siano le intenzioni Red Bull e ne abbiamo discusso: lo vogliamo ancora in squadra. Se dovessero servire altri 6 mesi, ben venga.

Sa come gestiamo le gare e come trattiamo i due piloti e si trova estremamente a proprio agio e felice della situazione. Vede quali capacità siamo in grado di esprimere e – per la sua personalità e come è cresciuto – vede la perfetta correlazione tra Red Bull e Daniel Ricciardo», aggiunge Horner. Il personaggio Ricciardo lo abbiamo conosciuto esclusivamente nel mondo Red Bull Racing, vale una ventata di libertà in un quadro generale asettico per comunicazione: lui e Hamilton forse gli unici in grado di trasmettere qualcosa al pubblico.

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Avrà il tempo di pesare la competitività dei sedili liberi in vista del 2019, Daniel: l’alternativa Red Bull, il fascino Ferrari o Mercedes. «Il rinnovo di Max non mi ha fatto male in alcun modo. Se possibile, anzi, ha reso la mia posizione ancor più forte. Avrò l’inizio della prossima stagione dalla mia parte, potrò capire dove ci troviamo con Red Bull e in seguito giocare le mie carte. Non premerò il grilletto su nulla in anticipo, credo di dover essere furbo e prendere il mio tempo».

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