Da un circuito liscio come una tavola da biliardo, quello di Città del Messico, alla sfida di Interlagos, con i suoi saliscendi e l’asfalto sconnesso. Red Bull proverà a confermare la competitività espressa in quota e potrebbe anche fare a meno della danza della pioggia, se davvero il radicale miglioramento delle prestazioni registrato a Austin e in Messico è figlio di una diversa soluzione sulle sospensioni anteriori, come indicano alcune indiscrezioni nel paddock.

Resta un circuito che impegna la power unit, l’intero terzo settore è da affrontare in pieno, dalla salita dopo l’ultima, vera, curva lenta che è la Junçao, alla discesa dei box che porta al traguardo. Sarà il punto nel quale pesare meglio i progressi apportati dalla specifica evoluta Renault, in deficit di affidabilità nell’ultimo appuntamento.

«Ci aspettiamo un’altra prestazione di livello a Interlagos, dopo la gara divertente dello scorso anno, con grandi battaglie e sorpassi che hanno portato un podio sudato», ricorda Max Verstappen. Prodezze sul bagnato e un pizzico di buona sorte, quando perse la Red Bull in aquaplaning, evitando le barriere: «Fu un momento al limite, in prossimità dell’ingresso della pitlane, dove andai vicino a sbattere ma controllai la macchina e riuscii a proseguire».

Quali chance ha Red Bull di essere competitiva sull’asciutto? A sentire Verstappen, non tante: «Spero in un’altra gara bagnata, perché non credo riusciremo a essere competitivi sull’asciutto, specialmente con i cambi di elevazione sul rettilineo, non il nostro punto forte».

Chi non ha grandi trascorsi nel Gran Premio del Brasile è Daniel Ricciardo. Solo ottavo un anno fa, peraltro la miglior prestazione in carriera a Interlagos. «La gara di un anno fa sul bagnato fu divertente e non mi dispiacerebbe se piovesse anche quest’anno, visto che so di poter fare meglio. Sono ottimista di poter conquistare un buon risultato anche se finora non ho mai corso gare da ricordare in Brasile: spero sia diverso quest’anno».

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E’ tra i circuiti che non ama particolarmente, eppure, il passaggio della Ferradura si annuncia più interessante che mai con le monoposto 2017: «La pista in sé non ha quel che solitamente desidero, non ha curve veloci di rilievo, sulle quali mi diverto, è piuttosto lenta e corta e non è così emozionante, non significa tuttavia che mi impegnerò meno alla ricerca di un buon risultato».

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