Toro Rosso al GP del Brasile schiererà un due volte campione del mondo. Brendon Hartley ha infatti vinto a Shanghai il secondo titolo nella classe regina del Wec, a una settimana dalla gara di Interlagos. Un biglietto da visita importante per il biondo vincitore della 24 Ore di Le Mans, che riporta nel Circus la Nuova Zelanda, terra di Chris Amon, Bruce McLaren e Denny Hulme.

“Sono state settimane molto impegnative per me – ha commentato Hartley dopo il podio di Shanghai -. Ma condividere un secondo titolo con Timo (Bernhard, Ndr) e vincere il primo assieme a Earl (Bamber, Ndr), col quale sono cresciuto assieme, è una storia incredibile. Così come è incredibile essere nuovamente campione del mondo con Porsche”. 

Smaltito lo champagne e sistemato il trofeo in valigia è già ora di rimettersi in viaggio verso il Brasile. Prima la Petit Le Mans, poi la 6 Ore del Fuji, quindi il GP degli Usa, seguito da quello del Messico e la Cina. Hartley in un mese ha fatto il giro del mondo: “Ma me la sto cavando bene. In aereo ho un sacco di tempo per dormire, anche se devo lavorare duramente per rimanere al top della forma e stare attento a non ammalarmi”. 

Sceso dalla 919 Hybrid numero 2, si prepara mentalmente a rimettersi al volante della STR12 numero 28. Penso che correre in Lmp1 mi abbia preparato bene, perché i team sono strutturati in maniera simile, entrambi sono molto professionali e anche il modo con cui mi relaziono con gli ingegneri è similare. Così come la pressione. Correre con Porsche a Le Mans è uno scenario ad alta pressione. Da questo punto di vista sono preparato. È anche vero che la macchina è completamente diversa, così come le gomme. Tutte e due sono molto complesse ma in maniera differente. La mia curva di apprendimento è stata per forza di cose ripida ma sono soddisfatto dei mie progressi. E mi sto godendo ogni momento”.

Hartley compirà 28 anni venerdì 10 novembre, festeggiando a Interlagos. Una pista su cui ha già gareggiato nel Wec, anche se non recentemente: “Certamente è stato buono iniziare su piste familiari e su cui avevo appena corso. Anche se a essere onesto il problema non è tanto imparare una nuova pista quanto imparare a conoscere una Formula 1 moderna col suo enorme grip aerodinamico. Noi piloti abbiamo molte piste nella nostra banca dati, impararne una nuova è un processo rapido, specialmente grazie ai simulatori”. 

Tredicesimo ad Austin e costretto al ritiro a Città del Messico, Hartley si è già guadagnato il posto per la prossima stagione al fianco di Gasly. Un bel colpo, considerando che Porsche nel 2018 non correrà più nella classe regina del Wec. Non ho iniziato a correre nel Wec con l’obiettivo di tornare (era stato pilota di riserva Red Bull nel 2009, Ndr) in Formula 1. Comunque penso che in termini di professionalità e metodo di lavoro in pista ci siano molte similitudini tra i due mondi. Inoltre lavorare con piloti come Mark Webber e Timo Bernhard è un grande aiuto per qualsiasi pilota”.