I quasi 800 metri di quota di San Paolo sono nulla in confronto ai 2.300 metri di Città del Messico, rivelatasi pista critica per le power unit Renault, in difficoltà con la gestione delle temperature. Quattro monoposto delle sei motorizzate dalla casa francese non hanno visto il traguardo, per un errato approccio nel bilanciamento tra prestazione e raffreddamento. Renault si attende uno scenario più semplice da gestire a Interlagos, un Gran Premio del Brasile che è da un lato tappa per provare a recuperare punti nella difficilissima rimonta sulla Williams per il quinto posto nel mondiale Costruttori, dall’altro occasione utile per sperimentare al venerdì nuove soluzioni da integrare nel progetto 2018.

Nick Chester, direttore tecnico del telaio, spiega come «nonostante l’altitudine di San Paolo, Città del Messico la straccia. L’aria, anziché essere il 25% meno densa, come in Messico, arriva al 10% in meno ed è molto, molto più semplice gestire tale scenario. Non ci aspettiamo troppe difficoltà nel controllo delle temperature e ci saranno una serie di regolazioni da provare».

Pista breve e con settori tra loro eterogenei, per fare il tempo serve la spinta del propulsore nel settore finale e un alto carico aerodinamico nel misto centrale: «Il settore centrale è molto tortuoso e dovrebbe evidenziare i punti di forza della RS27. Il giro si chiude con una forte accelerazione sulla collina e il lungo rettilineo. E’ un layout interessante a un’altitudine relativamente elevata. Non è una pista da massimo carico aerodinamico come Monaco o l’Ungheria, avremo però una gamma di assetti aerodinamici da provare».

Un 2018 che vedrà un progetto radicalmente diverso, non essendo sufficiente, data la base di partenza, un semplice sviluppo nella continuità. Pur con la stabilità regolamentare, Chester ha spiegato come i progressi compiuti da Renault sul fronte aerodinamico della RS27 porteranno a una RS28 differente nella filosofia.

Sainz e Hulkenberg tornano a Interlagos con un buon ricordo dell’edizione 2016, rispettivamente sesto e settimo al traguardo. «Ho corso una buona gara lo scorso anno, fu uno dei miei gran premi più completi. Ero 15° in qualifica, a 2 secondi dai migliori, improvvisamente in gara correvo con loro sotto la pioggia, tornammo vivi il giorno della gara e la giusta strategia pagò. Interlagos è una pista vecchia scuola e difficile da interpretare nel modo corretto, soprattutto il tortuoso settore interno, che si caratterizza per alcune variazioni altimetriche. Il meteo solitamente offre delle sorprese, può essere bello e molto caldo, poi passare a improvvisi temporali», commenta Sainz.