Ha già annunciato che si prenderà tutto il tempo necessario prima di decidere quale sarà il suo futuro. Possibilmente vincente. Per costruirlo, Daniel Ricciardo ha bisogno di un progetto che dia garanzie. Per non restare eterna promessa ma concretizzare il gran talento in una contesa per il titolo. Ci proverà nel 2018 con Red Bull, che non ha fatto mistero di puntare su Verstappen, cavallo eletto per vincere il mondiale con il più giovane pilota nella storia della Formula 1. E se la RB14 non dovesse essere all’altezza di Mercedes e Ferrari, i lidi ai quali guadare in prospettiva 2019 sono chiari. Accanto a Hamilton per un confronto stellare, accanto a Vettel per un revival della stagione 2014. Opportunità sulla carta, da esaminare nella loro concreta fattibilità.

Alla vigilia del Gran Premio del Brasile, Ricciardo torna a parlare del futuro e il tema mercato terrà banco finché non arriverà una firma che, anticipa, sarà assistita dai suoi soliti consulenti: «Non cambierò struttura manageriale, non ho mai avuto tante persone intorno, ho il mio legale che mi aiuta con queste cose».

La contrattazione con Red Bull avverrà sapendo, entrambe le parti, di poter cercare delle alternative. «Essendo in scadenza di contratto il prossimo anno e avendo almeno un paio di carte da giocarmi, non credo di aver bisogno di accelerare le cose; sarebbe bello sentire che Christian ed Helmut esprimono l’interesse di volermi tenere». Il desiderio di sentirsi considerato, al pari di Verstappen. E nel confronto accanto all’olandese ha retto bene, con rari momenti bui, uno vissuto proprio a Interlagos nel 2016, tanto era lo spettacolo e la velocità di Verstappen sul bagnato, quante le difficoltà di Ricciardo.

Dalla prospettiva Red Bull, l’alternativa pronta è Carlos Sainz. Horner non ha fatto mistero della facile soluzione a un Ricciardo in partenza. E la coppia che si verrebbe a creare nel 2019 sarebbe esplosiva.

«E’ la prima volta che siamo in questa posizione e voglio trarne il massimo. Voglio farlo in modo rispettoso, sarò disponibile a discutere con loro e non avrò segreti», dice delle trattative che si terranno nei prossimi mesi. «Ovviamente ho il potere di negoziare anche dettagli economici, ma la prima casella che voglio spuntare è quella delle prestazioni. Senza alcun dubbio sono competitivo quanto basta per inseguire la macchina più veloce e non l’assegno più pesante, non sono al termine della carriera», prosegue Daniel.

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E’ la necessità di dover arrivare a una sintesi, che va oltre le straordinarie doti di attaccante, oltre i sorpassi fulminei, oltre un rendimento che lo ha visto due volte terzo negli ultimi 4 anni e pronto a raccogliere il quarto posto nel mondiale 2017. Se non dovesse essere Red Bull la tuta 2019, la voglia di sfidare Hamilton o Vettel è altissima. Il profilo del compagno di squadra è un altro elemento importante per Ricciardo: battere i migliori a parità di macchina per una legittimazione extra della propria forza. «Non è solo per misurare me stesso, credo sia un’opportunità per continuare a imparare. Vedremo cosa accadrà, non sarà un fattore determinante (il compagno di squadra; ndr) ma costituirà una piccola casella».

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