Arriva a Interlagos dopo alcuni giorni di meritata vacanza, dopo un Messico da festa iridata e dopo aver letto il suo nome nelle carte dei Paradise Papers, inciampo extra-sportivo che, assicura, non lo turba affatto. Lewis Hamilton assicura non cambierà nulla nelle ultime due gare del campionato. Stesso approccio di sempre, per iniziare il lavoro sui concetti da portare nel 2018 sulla Mercedes W09 e per chiudere la stagione senza lasciar ulteriore spazio alla gloria altrui, senza lasciare speranze buone da coltivare in inverno.

«C’è stata un po’ di tempesta attorno, ci sono tante storie ma non ho nulla da aggiungere allo scenario che è emerso e non mi distrarre da quelli che sono i miei valori essenziali o dal motivo per cui sono qui: vincere il Gran Premio del Brasile», ha commentato giunto a San Paolo, relativamente alla storia dell’evasione fiscale legata al jet privato, acquistato attraverso una serie di società off-shore.

Storia che resterà fuori dal box, dove lavorare da venerdì alla costruzione di un week end vincente. Red Bull e Ferrari, Messico docet, sono minacce concrete per la vittoria parziale, così la determinazione sarà quella di sempre, promette Lewis: «Il campionato è chiuso, restano però ancora due gare ed è importante vincerle per consolidare quel per cui ho lavorato quest’anno. Se mi sedessi ora e mi rilassassi, lasciando a qualcun altro la gloria, sarebbe bello per gli altri ma non è quello per cui sono qui. In questo week end sarò ancora ad affrontare le stesse sfide delle ultime gare. Red Bull è migliorata davvero e sarà forte, Ferrari lo stesso, quindi sarà una lotta ravvicinata. Voglio sempre vincere, ho il desiderio ardente di vincere le prossime due gare e, inevitabilmente, vincere un quinto campionato».

La fermata di Interlagos è il posto giusto per guardare ai record ottenuti, quelli che lo aspettano e confrontarsi con il suo idolo, Senna, e il traguardo ancora da eguagliare: Schumacher, 91 vittorie. Meno 29 per Lewis. «Voglio continuare ad alzare l’asticella, le pole position, le vittorie, sto inseguendo ancora Michael e ho una lunga strada da percorrere. Non è mai stato un mio desiderio eguagliarne i record, da bambino l’obiettivo è sempre stato riuscire a far qualcosa come Ayrton. Non avrei mai immaginato cosa ci sarebbe stato oltre.

Storie e numeri di Interlagos, pista di titoli iridati

Così, pensare d’avere questi quattro titoli ed essere ancora giovane e con del tempo davanti a me, la ricerca è sullo scoprire esattamente quel che voglio.

Non ho mai avuto il sogno di inseguire Michael o i titoli di altre persone, ma con un capitolo chiuso si tratta di come scrivere il futuro, come scrivere il prossimo. Non so quanti anni ancora continuerò. Amo correre e mi diverto più che mai, però ci sono tante altre cose nella vita con le quali trovare un equilibrio», riporta la BBC.