La responsabilità di fornire un progetto competitivo è tutta su Renault. Carlos Sainz e Nico Hulkenberg, dalle prime uscite uno accanto all’altro, si sono dimostrati coppia equivalente nelle prestazioni. Per grandi doti di Sainz o per demerito di Hulkenberg, che ha vissuto una stagione senza stimoli diretti dal compagno di squadra, assicurando sempre il risultato alla portata della RS27. L’esordio super-competitivo di Sainz a Austin e in Messico ha stupito per la rapidità con la quale si è adattato nel passaggio dalla Toro Rosso alla Renault: «Sono rimasto un po’ sorpreso. Sapevo di potermi adattare rapidamente, a qualunque mezzo, sin dalle categorie minori o come quando feci un test in Formula 1 nel 2013. So di essere bravo ma non mi aspettavo di essere così competitivo sin dall’inizio».

I 3 decimi rimediati in Q3 in Messico sono il distacco più ampio pagato da Carlos, in un testa a testa giocato sui centesimi praticamente a ogni sessione. E se l’avvio è stato così positivo, i margini di miglioramento dovrebbero preoccupare Hulkenberg. «Ho ancora una lunga strada da percorrere, credo che Nico sia un paio di passi davanti ma sto recuperando e spero di mettermi sul suo passo prima della fine della stagione».

Dicevamo della responsabilità, adesso, tutta su Renault in vista del 2018. Palmer era la zavorra alle possibilità di ottenere punti con entrambe le macchine. Punto critico insieme alla scarsa affidabilità della RS27. La prossima stagione vedrà un progetto sviluppato su una filosofia diversa e dovrà essere supportato da un motore in grado di reggere il confronto in qualifica con Mercedes e Ferrari, quindi con la disponibilità di una mappatura che dia quei 3 decimi in più di prestazione in Q3. «I progressi più importanti dovranno arrivare dalla power unit e sull’affidabilità, questo aiuterà le nostre possibilità di essere più in alto in classifica. Con la struttura e le risorse disponibili a Enstone, vedo solo la possibilità di migliorare», dice Sainz.

Abiteboul ha ribadito la filosofia Renault: sviluppi e aggiornamenti arriveranno solo quando ci sarà la garanzia di tenuta. E la sottovalutazione delle sfide affrontate in Messico ha presentato il conto sotto forma di una miriade di ritiri per i motorizzati dalla Régie. Equilibrio tra prestazione e affidabilità da calibrare da un fronte, telaio da far progredire dall’altro, sfruttando il bagagliaio di soluzioni apprese dai concorrenti che porterà con se Budkowski. E’ chiaro non saranno replicabili tout court e andranno studiati, piuttosto, i concetti alla base per produrre soluzioni che funzionino sul progetto 2018.

Tornando a Sainz e l’utilità del passaggio anticipato in Renault, Carlos spiega anche l’importanza di fornire ai tecnici le indicazioni per una RS28 che rifletta le preferenze del pilota spagnolo: «Adesso ho delle sensazioni sulla macchina e su cosa potrò fare in vista della prossima stagione per ritagliarla un po’ più sui miei gusti. E’ una macchina che per 16 gare è stata sviluppata intorno a un certo pilota, persino l’abitacolo, il comfort del sedile, tutto è stato sviluppato intorno a qualcun altro.

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Avere a disposizione queste quattro gare dà l’opportunità di fornire indicazioni su quel che vorrei l’anno prossimo, è importantissimo e potrebbe darci una buona base di partenza per il 2018. Vuol dire non arrivare ai test invernali e risolvere solo allora questi dettagli».

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