La Mercedes inizia con il piede giusto le fasi di approccio al GP del Brasile, mettendo sempre Lewis Hamilton e Valtteri Bottas davanti a tutti. Ma le incognite di questo venerdì restano ancora parecchie. Intanto le temperature ambientali sono state abbastanza elevate anche al pomeriggio, nonostante il rischio pioggia, e hanno un po' condizionato il rendimento delle varie monoposto e delle gomme, tanto che la seconda sessione è stata più lenta della precedente. Inusuale che anche il divario tra le mescole supersoft e soft fosse di soli 3-5 decimi al giro, anche al di là del fatto che su un tracciato corto i gap si assottiglino.

Dunque restano ancora margini di miglioramento, pur se a questo punto è più facile li riscontreremo in gara, visto che al sabato è prevista pioggia. Comunque anche da questo punto di vista la Mercedes sembra ben messa, dato che i due piloti hanno svettato in punti differenti della pista: in particolare, Hamilton è risultato più veloce nel secondo settore, quello guidato, mentre Bottas nel primo e nel terzo, quelli veloci (e ciò farebbe supporre set-up differenti specie sul versante aerodinamico).

Difficoltà sono venute anche dai pur limitati interventi effettuati sulla pista di San Paolo. Infatti le zone riasfaltate in modo disomogeneo, in particolare sulle curve 2 e 12, hanno determinato variazioni improvvise di aderenza che tendevano a scomporre le monoposto. Molti si sono inoltre ritrovati con assetti non bilanciati, troppo sovrasterzanti solitamente. Insoddisfatti da questo punto di vista, specie al pomeriggio, sia Kimi Raikkonen che Max Verstappen; l'opposto invece per Sebastian Vettel e soprattutto Daniel Ricciardo, tra i pochi riusciti a migliorarsi nel pomeriggio. Questo per dire che le variabili su cui lavorare sono ancora parecchie e quindi i valori in campo sono tutt'altro che fissati.

In entrambe le sessioni si confermano tra gli inseguitori Felipe Massa ed Esteban Ocon, con il francese anche lui migliorato nel pomeriggio. Mentre la McLaren mostra una certa discontinuità tra le due macchine, con Stoffel Vandoorne più rapido al mattino e Fernando Alonso invece nel pomeriggio, nonostante alcuni problemi di erogazione. Ma anche qui vi sono indubbi margini di lavoro.

Margini che Renault e Toro Rosso sono riuscite a sfruttare nel secondo turno rispetto a un primo assolutamente sottotono. Così Nico Hulkenberg e Carlos Sainz sono decisamente più avanti in FP2, mentre Pierre Gasly e Brendon Hartley sono riusciti a girare dignitosamente dopo le pochissime tornate del mattino. Peccato solo che entrambi i piloti STR abbiano guadagnato parecchie penalità già prima di sedersi sulla macchina, ottenendone altre per la sistemazione dei problemi iniziali.

Del resto pure Ricciardo ha iniziato già "caricato" di 10 posizioni perse in griglia, anche lui per la sostituzione preventiva della Mgu-H. Inoltre l'australiano ha rischiato altre sanzioni per un curioso episodio in FP1: non essere entrato in pista subito dopo essere stato "schierato" nella piazzola box e fatto partire (ma subito bloccato). Fortunatamente la direzione gara ha accettato le spiegazioni del team relative a un'incomprensione tra pilota e ingegnere, perché sarebbe stato assurdo intervenire per una tale stupidata.