C’era più imbarazzo che rabbia sul volto dell’incappucciato Hamilton, in attesa di abbracciare il compagno Bottas che ha regalato a Mercedes la pole del GP del Brasile. Lewis, già campione del mondo 2017, ha commesso un errore durante il primo giro delle Q1, una vera eccezione per il più micidiale animale da qualifica della Formula 1 contemporanea.

Uno svarione che, qualche gara fa, sarebbe potuto costare caro al britannico. Ma che importa, in fin dei conti. Sul suo casco già brillano quattro stelle e nemmeno l’uscita di pista alla curva sette, con la W08 che va in sovrasterzo e impatta di lato contro le barriere, può cambiare il volto di questa stagione. Partire dal fondo dello schieramento non è più un problema. 

Anche se Bottas lotta per strappare a Vettel il secondo posto in classifica generale e una mano per tenere a bada le Ferrari non gli avrebbe certo fatto scomodo. Hamilton aveva bellicosamente dichiarato di voler vincere le ultime due gare della stagione e non si tratta di millanterie. 

“Sono a posto ragazzi”, ha sibilato al suo muretto dopo il botto che causa la bandiera rossa e un’interruzione della sessione. Gomme ancora non in temperatura, pista leggermente sdrucciolevole, un calo di concentrazione: difficile dire quale sia la causa di un errore non certo da Hamilton. Che tornato nel paddock ha commentato: “Non ho una risposta – ha dichiarato ai microfoni di Sky -, mi prendo tutta la responsabilità. È successo tutto all’improvviso e per me è stato molto strano provare questo tipo di esperienza. Ma è anche questo a rendere interessante questa vita. E domani sarà ancora più interessante”

Hamilton ha vinto una sola volta in Brasile, la scorsa stagione, Interlagos non è tra i suoi tracciati preferiti. E la risposta alla fine potrebbe essere la più semplice: “Forse ho spinto un po’ troppo”. Il campione sottolinea comunque che si tratta del “primo errore in 19 gare”

GP DEL BRASILE: LA GRIGLIA DI PARTENZA