Che le qualifiche per il GP del Brasile potessero riservare delle sorprese, non era impossibile. Ma che addirittura Lewis Hamilton andasse a sbattere in Q1 prima ancora di aver fatto segnare un crono "purchessia", non se lo aspettava certo nessuno. Così la lotta per la pole position ha visto un maggior numero di possibilità, anche se sarebbe stato ugualmente interessante verificare cosa avrebbe potuto fare Valtteri Bottas in una lotta diretta ora che il campionato è già assicurato.

Il finlandese della Mercedes è sempre stato molto vicino in prova al team-mate (anzi più veloce nelle ultime libere) ma se non ha avuto il piacere della sfida diretta, ha avuto quello di riuscire a togliere la pole proprio sotto la bandiera a scacchi a Sebastian Vettel, per soli 38 millisecondi, conquistando la sua terza partenza al palo stagionale.

Da parte sua Vettel aveva ottenuto il miglior crono nel primo run in Q3, e quando ha cominciato a farsi vedere qualche goccia di pioggia sembrava quasi che il discorso potesse concludersi lì. Invece la pista è rimasta adeguata e sufficientemente veloce, forse il pericolo di fondo viscido ha un po' condizionato Seb («Sono stato troppo "timido" alla prima curva», ha ammesso) e così il tedesco dovrà accontentarsi di partire secondo, comunque in prima fila.

In effetti non sono stati molti a migliorare tra primo e secondo tentativo in Q3. Oltre a Bottas, è stato Kimi Raikkonen, pur se non abbastanza da salire oltre il 3° posto. In seconda fila lo affiancherà Max Verstappen, ben più staccato: vedremo se la Red Bull recupererà sul passo gara, magari sfruttando meglio le gomme, però anche stavolta sembra che su questi elementi sia forte ancor di più la Ferrari.

Sesto in qualifica ma condannato a partire più indietro (di 10 posizioni) è Daniel Ricciardo, per via della sostituzione già prima delle prove della Mgu-H. Proprio la "debolezza" di tali elementi, sostituiti anche sulle Toro Rosso (due volte nel caso di Gasly) ha causato in mattinata lo scatenarsi di discussioni e polemiche tra Cyril Abiteboul e Helmut Marko, arrivato a toni davvero incandescenti prima che le parti si rendessero conto che si stava un po' esagerando.

Tornando a interessi più sportivi, come la lotta serrata tra gli inseguitori, Fernando Alonso si è messo in evidenza in varie occasioni ma alla fine deve cedere a Sergio Perez per un'inezia, 19 millesimi. Meritata terza fila in griglia per entrambi, con la quarta occupata dalle Renault: Nico Hulkenberg e Carlos Sainz guadagnano entrambi le Q3 (risultato stavolta sfuggito alla Force India per 62 ms: il divario in Q2 tra Felipe Massa ed Esteban Ocon) separati tra loro di 1 decimo.

Proprio tra Massa e Sainz c'è stata una situazione un po' "calda" in Q3: il brasiliano era entrato in pista dopo gli altri, ma in questo modo ha ostacolato il giro lanciato dello spagnolo quando era ancora in quello di riscaldamento. Carlos se l'è legata al dito subito, e così quando si è ritrovato Felipe alle spalle nel rallentamento, non ci ha pensato due volte a restituire la "cortesia", rovinando il giro veloce di Massa. Non ci sono stati ulteriori problemi (a parte una gran intraversata della Williams proprio nella curva dell'errore di Hamilton, probabilmente per deconcentrazione) e a quanto pare la direzione di gara ha considerato conclusa lì la faccenda, non avendo avviato alcuna investigazione.

Parlando di episodi inconsueti avvenuti nel corso delle qualifiche, possiamo aggiungere l'incomprensione al rientro in pitlane, quando si è acceso il semaforo rosso (che ferma i piloti da pesare) quando stavano entrando accodati Alonso, Verstappen e Vettel. Fernando ha pensato fosse per lui, quando invece era per Max, e si è portato di lato. L'olandese non aveva spazio e si è fermato più avanti, e in tutto ciò anche Seb non sapeva più cosa fare, finché un commissario gli ha fatto segno di passare avanti. Tutto questo si somma alla possibilità del venerdì che Ricciardo accumulasse ulteriori sanzioni, solo per un piccolo scatto "falso" dalla piazzola box, che fortunatamente la direzione di gara ha fatto rientrare subito. Ciò serve però a far capire come un eccesso di regole, e soprattutto poco chiare e poco "nette" nell'applicazione, non fa che causare pasticci soprattutto in momenti delicati.

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