Smaltito l’imbarazzo dopo la mezza figuraccia in qualifica, Lewis Hamilton mette in chiaro chi sia il campione del mondo. Partito dalla pitlane di Interlagos, il pilota Mercedes ha tagliato il traguardo in quarta posizione, ormai a un soffio dal posteriore di Raikkonen.

Il botto durante la Q1 contro le barriere della curva 7 ha costretto il team a ricostruire buona parte della monoposto, approfittando dell’occasione per sostituire il motore, il turbo, il generatore Mgu-H e il cambio. Oltre a una lunga lista di elementi, tra cui l’ala anteriore, lo sterzo, il radiatore, etc. E cambiando l’assetto, violando il parco chiuso, motivo per cui Hamilton è stato costretto a partire dalla pitlane e non dall’ultima piazzola dello schieramento. 

Posizione svantaggiata che tuttavia ha consentito al pilota britannico di tenersi fuori dai guai causati dalla bagarre seguita allo start: “Se fossi partito da dietro forse sarei rimasto intrappolato nel groviglio” ha commentato Hamilton dopo la gara. Dove ha voluto dimostrare di essere campione per merito, mettendo in scena una grande rimonta inizialmente facilitata dai ritiri di Ocon, Magnussen e Vandoorne nonché dalla safety car. E che poi ha preso slancio grazie al talento di Lewis, alla cedevole resistenza di alcuni avversari, alla superiorità della W08 e alla sempre ammirevole capacità di Hamilton di gestire le gomme.

The Hammer ha fatto durare le soft gialle fino al giro 44: rientrato con le supersoft ha iniziato a martellare, scendendo più volte sotto l’1’12, fino a ritrovarsi alle spalle del sempre ostico Verstappen. L’olandese si è inizialmente difeso dall’attacco ma in rettilineo nulla ha potuto contro la monoposto di Hamilton oggi nettamente più veloce. Infine, ormai quarto ma non sazio, la caccia alla SF70H di Raikkonen, bravo nello spingere al massimo difendendo il podio. 

Escluso per una volta dal podio ma comprensibilmente sollevato, ha commentato: "Penso che sia stata una gara decisamente divertente. Sapevo che oggi avrei avuto molto da giocarmi. Il mio obiettivo era ripagare il team dopo quello che ho fatto ieri. In un certo senso quello che guidava ieri non ero io”.

Un risultato eccellente, viste le premesse, anche se insufficiente a sfamare Lewis: “Ero a pochi secondi dai primi. E' brutto, perché considerando il passo che avevo oggi avrei potuto vincere facilmente. Però queste cose succedono e in queste occasioni l'importante non è cadere, ma come ti risollevi".

Massima filosofica cui seguono considerazioni alla Luigi Magno e una frecciata al compagno di squadra Bottas: "Penso che oggi sia stata un'opportunità per far vedere chi veramente sono io e perché sono il campione del mondo. Ecco perché ho questi punti e la storia che ho. Ho cercato di mostrarlo con il cuore. Abbiamo inoltre fatto vedere quanto sia competitiva la nostra vettura e non so perché Valtteri non sia riuscito a vincere la gara oggi".