Maurizio Arrivabene sta per concludere la sua terza stagione da team principal della Scuderia Ferrari. Il suo volto porta ormai i segni della fatica, della pressione, delle tensioni di un anno carico di illusioni, delusioni e successi. Cinque, in attesa del gran finale di Abu Dhabi; avrebbero probabilmente potuto essere di più, ma è andata così. 

Dopo la vittoria di Vettel a Interlagos e il terzo posto di Raikkonen, il manager bresciano (nella foto mentre abbraccia Vettel dopo la pole in Messico) non ha mancato di elogiare i suoi piloti:  “Vettel ha fatto un ottimo lavoro: una gran bella gara, ora guardiamo avanti. Hamilton ha fatto una bella rimonta, questo è vero, ma senza voler apparire arrogante dico che quando parti dietro e non hai grandi avversari davanti è tutto molto più semplice. In passato abbiamo visto anche Vettel fare le stesse cose, però è chiaro che se poi arrivi alla fine con le gomme usurate e ti trovi un Raikkonen capace di difendersi alla grande, allora capisci che ti devi accontentare”. 

Una doppietta utile anche per confermare le doti di una monoposto capace di tenere testa alle Mercedes per (quasi) tutta la stagione: “Già da ieri, nelle qualifiche, si era visto che la SF70H era veloce e ben preparata. Abbiamo avuto la conferma di disporre di una macchina molto buona. Il risultato di questa gara è anche frutto di un grande lavoro di squadra, sia in pista che a Maranello, e di piloti che, quando sono in giornata, sanno essere all’altezza. Adesso affronteremo la prossima sfida ad Abu Dhabi, sempre determinati a dare il massimo fino in fondo.”

Inoltre il podio rosso di Interlagos è un balsamo benefico per sollevare il morale di tutto il team, comprese le persone che lavorano a Maranello, dopo un lungo digiuno: “Il 2018 è ancora lontano, come dico sempre non ci arrendiamo. Volevamo affrontare le ultime due gare dell'anno con grande dignità, rappresentando al meglio i colori della nostra Casa che è Maranello. La prima è andata bene, ora sotto con la seconda”.