E’ un Flavio Briatore che, dopo il Gran Premio del Brasile, guarda all’insieme della stagione Ferrari, all’opportunità persa di vincere il titolo, più che al  positivo risultato di tappa. Interlagos rappresenta un piccolo riconoscimento al grandissimo lavoro del team, che avrebbe meritato molto più delle 5 vittorie ottenute finora, bottino che non era così "ricco" dal 2010, altro anno in bagarre per il campionato, fino all'ultimo allora. E, dai microfoni di Radio Rai, bacchetta anzitutto i piloti. Per dire quello che è un dato difficilmente confutabile: Raikkonen manca della consistenza di risultati necessaria perché la Ferrari possa aspirare al mondiale Costruttori. E per tornare sul momento decisivo del campionato: Singapore.

Parte dall’attualità, Briatore: «Non dimentichiamo che in Brasile non c’era Hamilton. Grande vittoria, con Hamilton che partiva dietro e ha fatto la sua cavolata. Adesso siamo tutti contenti che la Ferrari ha vinto, però mancava l’attore principale. Va bene così, finisci in bellezza, però… Credo che la Ferrari ha avuto un momento in cui poteva davvero dare una botta al sistema Mercedes e non l’ha fatto».

Il momento è il week end di Singapore e gli sciagurati eventi in partenza, affrontata dalla prospettiva errata: «La macchina era molto buona quest’anno, però quando fai una partenza così rovinosa, influisce su tutto il team. I meccanici che si fanno un mazzo così e vedono un pilota che butta via tutto, quella gara per il morale della squadra è stata durissima; poi puoi avere anche problemi di affidabilità eccetera.

Mi ricordo che quando ci giocavamo il mondiale e avevamo una macchina meno competitiva della McLaren, a Fernando dicevo “Falli passare, dobbiamo arrivare terzi”. Quando ti giochi il campionato è diverso da quando ti giochi una gara. L’altro (Raikkonen; ndr) è partito per una volta bene, Verstappen non è che potesse sparire, era lì, corre, non è che doveva frenare per far passare la Ferrari.

La colpa è dei piloti. Con una macchina come la Ferrari, terzo o quarto arrivi comunque. Prima di partire, devi dire a Vettel: se vedi che Verstappen ti attacca, fallo passare. Qual è il problema? Durante la gara lo passavi, mal che vada prendevi i punti del secondo. Il disastro vero è quando hai due macchine fuori, devi gestirli in modo diverso i piloti».

L’accoppiata Vettel-Raikkonen non crede sia quella che possa portare il mondiale Costruttori. Briatore che vedrebbe bene Verstappen in Rosso. Fantascienza. Un’alternativa a Raikkonen, capace di esprimersi per l’intera stagione sui livelli di Vettel e non sporadicamente, è una necessità superiore alla pur utile stabilità interna e serenità nel box. Se ne riparlerà nella programmazione del 2019.  «Non so chi piaccia a Marchionne, è imprevedibile e vuole vincere. Per vincere servono due piloti che possono vincere il mondiale e per me non ci sono. Deve mettere un team manager che sappia fare strategie e sappia gestire il team. Arrivabene ha fatto un lavoro onesto.

Credo che il prossimo anno, con Raikkonen, vincere il mondiale Costruttori sarà molto difficile. E’ bravo ma con Raikkonen non puoi vincere il titolo. Verstappen lo prenderei a occhi chiusi, è l'unico vero talento che c’è in F1. In una F1 tutta clinica, attenta alla riga bianca, è l’unico pilota vero, un gladiatore, ogni gara trovano una scusa per penalizzarlo. Fossi in Ferrari sarebbe il primo che prenderei».

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Se Verstappen è il gladiatore, Alonso è visto ancora il migliore in assoluto. Atteso a un ritorno nelle posizioni in lotta per il podio nel 2018. «Fernando, se gli dai un mezzo motore, non sta roba di quest’anno, è sempre lì. E’ Il pilota più consistente e forte che c’è: ogni giro, qualunque macchina ha, fa il giro di qualifica, il massimo che la macchina può fare. Non si rilassa mai».

Disamina del campionato che premia anche Hamilton: «Quest'anno ha fatto molto bene, era più motivato in pista che in discoteca. Lewis non andrà in Ferrari, non può coesistere con Vettel».

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