Un anno fa, con i punti conquistati dalla Sauber a Interlagos, si decideva, di fatto, la sorte del team Manor in Formula 1. Senza più il premio spettante al decimo team classificato nel mondiale Costruttori, la scuderia inglese, che fino al penultimo appuntamento poteva contare sul risultato di Pascal Wehrlein in Austria, si è ritrovata a corto dei fondi necessari per correre nel 2017. Fu il colpo di grazia su costi della struttura insostenibili.

A nulla valsero i tentativi di trovare un acquirente della Just Racing Services Limited, società di gestione del team e, a fine gennaio, pur con la quota di iscrizione al mondiale già versata, arrivò la dichiarazione del fallimento.

Debitori da soddisfare e materiale all’asta a marzo, quando gli altri team si preparavano a scendere in pista. Per dare un supporto all’ex scuderia di Formula 1, la FIA ha comunicato la restituzione della quota di iscrizione versata, oltre mezzo milione di dollari. Un gesto non dovuto, piuttosto il desiderio della Federazione di supportare la società: «La FIA ha deciso di restituire la quota di iscrizione, meno i costi amministrativi sostenuti dalla Federazione quale parte del processo di iscrizione, alla persona giuridica del Gruppo Manor quale gesto di benevolenza per assistere nel pagamento dei debiti insoluti».