L’obiettivo della doppietta nel mondiale Piloti è ormai un miraggio. A Valtteri Bottas servirebbe una vittoria, con Vettel classificato nono o peggio. Non conta nulla essere vice-campioni del mondo, conta, invece, chiudere il campionato con una gara convincente, veloce quanto Hamilton se possibile. Quel che è mancato a Interlagos, nonostante una pole position che prospettava le migliori opportunità in gara.

Il bilancio stagionale, Bottas, l’ha tirato già da tempo. E, critico come si è sempre dimostrato il finlandese nei momenti difficili del campionato, non ha nascosto il rendimento inferiore alle aspettative e la necessità di migliorarsi.

Si prepara all’ultimo week end ricordando gli eventi di un anno fa ad Abu Dhabi, il ritiro di Nico Rosberg a sorpresa e svela come iniziarono subito le trattative per approdare in Mercedes. C’era anche lui tra i piloti che alzarono il telefono per contattare Wolff e Lauda. «Ero ancora ad Abu Dhabi quando lessi la notizia del ritiro di Nico. Ero in palestra, perché stavamo ancora svolgendo dei test dopo la gara. Quando tornai nella mia stanza chiamai immediatamente Toto Wolff, dicendogli che volevo quel sedile e se c’era un modo per riuscirci: sarebbe stata l’opportunità di tutta una carriera. C’è voluto un po’, perché ero ancora sotto contratto con Williams, ma alla fine tutto si è risolto al meglio e firmai a metà gennaio».

Ha garantito il suo contributo alla conquista del mondiale Costruttori, punti importanti da ottima seconda guida, con licenza di vincere. Il buon inizio di campionato, l’arrivo della prima pole, delle prime vittorie, sono valsi la conferma per un altro anno, nel quale dovrà dimostrare di poter chiudere il distacco che lo separa da un campionissimo come Hamilton: «E’ stata una stagione difficile, ci sono state tante gare nelle quali la Ferrari è stata superiore e, più tardi, anche la Red Bull si è dimostrata molto forte, non è stata assolutamente una stagione come le ultime tre. E’ stata difficile e il prossimo anno lo sarà ancora di più. Purtroppo ho vinto solo due gare, speravo senza dubbio di ottenerne di più, ma sono felice di aver dimostrato quanto valgo e che il team mi abbia confermato per la prossima stagione, quando ci sarà la stessa situazione: dovrò dimostrare nuovamente il mio valore se vorrò restare a lungo», racconta a margine di un evento con gli sponsor ad Abu Dhabi.

Wolff, domenica con la stessa fame di Melbourne

Reduce dai festeggiamenti in fabbrica, Toto Wolff vuole un finale di 2017 adeguato allo status di campioni del mondo. Lasciare la firma sull’ultima gara dell’anno, che verrà affrontata «con la stessa fame e fuoco dentro che abbiamo portato a Melbourne più di 7 mesi fa», anticipa.

«E’ stato un campionato nel quale ci siamo spinti verso nuovi limiti, tornando dopo sconfitte dolorose e conquistato nuove e inattese sfide. Stimolati da avversari forti, abbiamo dovuto scavare più a fondo che mai e questa battaglia ha reso entrambi i titoli i più soddisfacenti da conquistare finora. L’obiettivo ad Abu Dhabi è semplice: dare il meglio di noi stessi, estrarre il massimo dalla nostra “diva” nell’ultima gara e vincere. Sia in Messico che in Brasile abbiamo visto una velocità promettente, in piste sulle quali ci aspettavamo di essere più in difficoltà di quanto non è stato, ed è un segnale positivo dei progressi compiuti durante l’anno. Ma non vinciamo da Austin e siamo determinati a cambiare ad Abu Dhabi».