La commistione tra motorsport e videogames ormai non è più una novità. La Nissan GT Academy, ad esempio, risale al 2008. E mentre ad Abud Dhabi i piloti di Formula 1 corrono le prove libere sull’asfalto di Yas Marina, poco più in là i gamers si sfidano nelle prime finali delle Formula 1  Esports Series, McLaren annuncia l’ingaggio di un gamer come tester per il simulatore.

Si chiama Rudy Van Buren, olandese di 25 anni, di professione addetto alle vendite, vincitore del contest World’s Fastest Gamer, lanciato mesi fa da McLaren. Sia chiaro non si tratta di un miracolato: nel 2003  aveva vinto il titolo kart nei Paesi Bassi, ma a 16 anni è stato costretto a lasciare le corse per mancanza di fondi. Ora McLaren gli offre l’occasione di riscattarsi: “Tutti i bambini che iniziano a correre – ha dichiarato – sognano la Formula 1 ma a un certo punto il sogno svanisce. Ora posso ricominciare a sognare”. 

Zak Brown, direttore esecutivo McLaren, ha commentato: “Le mie congratulazioni a Rudy, si è dimostrato veramente determinato. E’ stata una competizione molto dura, dove abbiamo cercato di portare i partecipanti a superare i propri limiti”. E non si tratta di un gioco: Rudy, primo tra ben 30 mila candidati, contribuirà fattivamente a sviluppare la monoposto 2018 di Alonso e Vandoorne.